Grecia: aumenta il numero di rifugiati provenienti dalla Turchia

Pubblicato il 14 aprile 2018 alle 10:45 in Grecia Immigrazione

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Un numero sempre più alto di rifugiati e migranti sta arrivando in Grecia dalla Turchia, via terra, mentre le autorità di Atene sono state accusate di respingere illegalmente tutti coloro che attraversano i confini continentali.

Venerdì 13 aprile, la polizia greca ha dichiarato che solamente nel mese di marzo sono stati fermati 1.658 rifugiati, giunti nel Paese attraverso il fiume Evros, che si trova al confine con la Turchia. Il numero è più che quintuplicato rispetto a marzo 2017, quando vennero fermate solo 262 persone. Questi nuovi numeri sono stati diffusi due mesi dopo la pubblicazione, da parte del Greek Council for Refugees, un’organizzazione non governativa attiva nel campo dei diritti umani, di un rapporto secondo il quale le autorità greche stanno respingendo in modo sistematico i rifugiati nella regione di Evros. Eva Cosse, una ricercatrice della Human Rights Watch, ha affermato che tali attività sono considerate violazioni sia delle leggi internazionali per i rifugiati che delle leggi per i diritti umani.

Nonostante la Grecia sia stata ampiamente criticata per aver respinto i rifugiati e per le condizioni umanitarie in cui versano i richiedenti asilo, detenuti nei campi d’accoglienza ospitati in alcune isole greche, il ministro per l’Immigrazione, Dimitris Vitsas, ha difeso l’approccio del governo nei confronti della crisi dei migranti. “La nostra priorità per il futuro è la creazione di un progetto relativo alle infrastrutture nelle isole, in cooperazione con i governi locali, per migliorare la vita quotidiana dei residenti, che sono stati in prima linea durante la crisi dei rifugiati”.

Anche Yonous Muhammadi, il capo del Greek Forum of Refugees, ha sottolineato che il numero di persone che giungono in Grecia via Evros sta aumentando. Muhammadi ha spiegato che, dopo essere respinti, alcuni dei rifugiati tentano più volte di rientrare nel Paese, nonostante l’attraversamento sia pericoloso a causa di possibili piene del fiume.

Oltre agli arrivi via terra, in Grecia anche quelli via mare sono aumentati. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), quest’anno più di 16.595 persone hanno raggiunto le coste europee, compiendo viaggi pericolosi nel Mar Mediterraneo. In quest’arco di tempo, almeno 501 di queste persone sono morte o sono scomparse. L’Onu ha dichiarato che tra gennaio e marzo 2018, un rifugiato ogni 14 è morto nell’impresa di giungere in Europa.

Il 18 marzo 2016, Atene e Ankara avevano stretto un patto per espellere tutti i migranti irregolari entrati in Europa attraverso la Turchia che non avessero fatto prima richiesta di asilo alle autorità turche. Il Commissario europeo per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos, ha sottolineato che tale accordo è ancora in vigore e continua a produrre risultati, ma ha altresì aggiunto che la situazione migratoria in Grecia è instabile. Avramopoulos ha richiesto ad Atene di velocizzare le attività di rimpatrio in Turchia dei rifugiati e di aumentare la capacità delle strutture che ospitano i migranti prima della loro partenza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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