Lima: al via senza Trump e Maduro l’ottavo Vertice delle Americhe

Pubblicato il 13 aprile 2018 alle 6:00 in America Latina USA e Canada

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Inizia oggi a Lima, dopo due giorni di incontri preparatori dedicati alla società civile, l’ottavo Vertice delle Americhe, il primo dall’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, che ha cambiato radicalmente l’approccio di Washington nei confronti dell’America Latina.

Il presidente USA non sarà presente, ha cancellato la sua partecipazione a causa delle tensioni in Siria che lasciano presagire un prossimo attacco americano al paese mediorientale. Sarà sostituito da una delegazione di alto livello, che dovrà affrontare le molte polemiche causate in America centrale e meridionale dalle posizioni espresse da Trump.

I motivi di attrito non mancano: dall’impegno di innalzare un muro alla frontiera con il Messico, da qualche giorno presidiata dalla Guardia Nazionale, ai discorsi anti-immigrati e alle offese inimmaginabili (Trump ha definito Haiti e El Salvador “paesi di merda”), dal protezionismo economico che spaventa Brasile, Argentina, Cile e Uruguay, alla minaccia di intervenire militarmente in Venezuela.

A questo bisognerebbe aggiungere l’esclusione del Venezuela dal Vertice, che molti paesi, nonostante pessime relazioni con Caracas, vedono come una decisione presa a Washington e non a Lima, e le restrizioni nell’apertura lanciata da Obama nei confronti di Cuba e favorita da tutte le diplomazie del continente, Canada in testa.

Polemiche non sono mancate nemmeno nei giorni precedenti il Vertice. Oltre alla mancata partecipazione del venezuelano Maduro, considerata negativa, tra gli altri, dai governi di Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba, L’Avana ha lamentato anche l’esclusione dei giovani cubani dalla riunione della gioventù delle Americhe con il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani Luis Almagro.

Pesa, inoltre, la situazione politica peruviana. Lima accoglie il vertice a poche settimane dalle dimissioni del presidente Pedro Pablo Kuczynski, travolto dalle ambigue relazioni con deputati vicini all’ex dittatore Alberto Fujimori e dallo scandalo Odebrecht, la trama di corruzione della multinazionale brasiliana che coinvolge l’intero continente. Kuczynski è stato sostituito da Martín Vizcarra, fino a qualche settimana fa ambasciatore ad Ottawa e vicepresidente solo pro-forma.

Inoltre, nella fase organizzativa del vertice, Kuczynski aveva invitato il presidente del Venezuela Nicolás  Maduro, invito poi “cancellato” dal suo stesso governo quando il leader di Caracas decise di tagliare fuori l’opposizione dalle elezioni presidenziali. 

Il paese anfitrione, che in vertici simili svolge un importante ruolo di mediazione, rappresenta dunque un’incognita. Eppure fino a metà marzo il Perù era considerato l’anfitrione ideale, vicino a Washington ma con una diplomazia latinoamericana indipendente. In agosto Lima aveva assunto grande protagonismo nel condannare le minacce di invasione statunitense in Venezuela e, per affrontare la crisi di Caracas, aveva creato il “Gruppo di Lima”, che riunisce 11 paesi latinoamericani e il Canada , facendo pesare la voce del continente a Washington, a Caracas e a Bruxelles.

Gli esperti sono d’accordo nel pronosticare uno scenario più ostile a Lima rispetto a quello di tre anni fa a Panama, sede del VII Vertice delle Americhe, quando Cuba fu invitata per la prima volta dopo più di due decenni di esclusioni. Tuttavia il presidente peruviano Vizcarra si dice fiducioso nel raggiungimento di un accordo globale e spera che, a differenza degli ultimi due vertici, si riesca a produrre un comunicato congiunto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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