Jaish Al-Islam: l’attacco chimico ci ha costretto a lasciare Douma

Pubblicato il 13 aprile 2018 alle 8:33 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un membro del gruppo di ribelli siriani Jaish Al-Islam, Yasser Dalwan, l’ultima fazione ad aver abbandonato il territorio del Ghouta orientale, ha dichiarato che i combattenti sono stati costretti ad accettare l’accordo con le forze governative, mediato dalla Russia, a causa dell’attacco chimico che ha colpito la città di Douma nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile.

Giovedì 12 aprile, Dalwan ha affermato: “Certamente l’attacco chimico ci ha spinto ad accettare di ritirarci da Douma”, l’ultima roccaforte dei ribelli all’interno del Ghouta orientale. Si è trattato della prima dichiarazione di Jaish Al-Islam in merito al patto stretto con le forze governative.

Jaish Al-Islam aveva iniziato ad abbandonare Douma il 2 aprile, nel contesto di un accordo raggiunto con le forze governative, attraverso la mediazione della Russia. Il patto non era mai stato confermato ufficialmente dal gruppo, a causa di divisioni interne tra coloro che desideravano abbandonare il territorio e coloro che sostenevano la necessità di rimanere e combattere.

Il giorno successivo, martedì 3 aprile, i gruppi di opposizione si erano rifiutati di abbandonare il territorio, e, in particolare, la regione montuosa del Qalamoun e i villaggi di Al-Dumayr, Jayrud e Al-Ruhaybah, nonostante, lo stesso giorno, le forze governative avessero dato loro un ultimatum. I soldati dell’opposizione che si trovano nel territorio di Qalamoun, situato al confine con il Libano, e che riuniscono combattenti provenienti da diversi gruppi, avrebbero formato un comando militare unito, contrario a condurre qualunque tipo di trattativa sul futuro del territorio.

In questo contesto, le evacuazioni del gruppo erano state sospese giovedì 5 aprile, a causa di disaccordi all’interno della fazione dell’opposizione, e Jaish Al-Islam aveva ripreso le negoziazioni con la Russia su un “nuovo insediamento” a Douma e nel Qalamoun. In questo contesto, il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, aveva dichiarato che il precedente accordo era stato sospeso e che dei 10.000 combattenti del gruppo “più di 4.000 si sono erano rifiutati categoricamente di abbandonare il territorio”.

In seguito al fallimento dei negoziati tra il gruppo di ribelli Jaish Al-Islam e le forze governative, venerdì 6 aprile, gli aerei del governo siriano avevano ricominciato a bombardare Douma, per la prima volta dopo 10 giorni di tregua. Il giorno successivo, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

In questo contesto, domenica 8 aprile, Jaish Al-Islam aveva raggiunto un accordo con le forze governative, che era stato annunciato dalla televisione di stato siriana, secondo il quale i ribelli si sarebbero impegnati a rilasciare circa 3.500 prigionieri, in cambio della possibilità di lasciare il territorio in maniera sicura, alla volta della cittadina di Jarablus, situata nel governatorato di Homs, nel nord della Siria, al confine con la Turchia.

Giovedì 12 aprile, le forze del governo siriano sono riuscite a riprendere il controllo della città di Douma, riconquistando, in questo modo, tutto il territorio e ponendo fine a quasi 6 anni di assedio. Il giorno precedente, nella serata di mercoledì 11 aprile, gli ultimi combattenti del gruppo di opposizione siriano Jaish Al-Islam, tra i quali il capo della fazione, Essam Al-Buwaydhani, avevano abbandonato il territorio, dopo aver consegnato le armi pesanti, mentre, il giorno successivo, la polizia militare russa era stata schierata a Douma, per mantenere l’ordine nell’area.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.