USA – Russia: crescono le tensioni, Trump minaccia di colpire la Siria

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 10:17 in Russia USA e Canada

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Le tensioni tra gli Stati Uniti e la Russia hanno raggiunto un picco nella giornata di mercoledì 11 aprile, quando il presidente Trump ha dichiarato che “i missili americani arriveranno in Siria”. Dall’altra parte Mosca, principale sostenitore del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, ha giurato di abbattere i razzi statunitensi.

Come spiega il Washington post, questo scambio di battute ha aumentato le possibilità di un conflitto militare tra i due vecchi avversari della Guerra Fredda, e segna altresì una svolta per il leader della Casa Bianca che aveva sempre criticato i suoi predecessori per le strategie militari attuate. “La Russia ha promesso di abbattere ogni missile che verrà lanciato contro la Siria. Preparati Russia, perché arriveranno i nostri missili, e saranno belli, nuovi e intelligenti”, ha affermato Trump su Twitter, in quella che sembra essere la prima dichiarazione americana in merito ad un’imminente azione militare. Ciò ha sorpreso gli ufficiali della Casa Bianca che, in un comunicato successivo, hanno chiarito che una decisione definitiva non è ancora stata presa, anche se tutte le posizioni rimangono possibili. I funzionari americani hanno specificato che il piano per attaccare la Siria è stato valutato minuziosamente sia il Pentagono sia le agenzie di intelligence.

In seguito al presunto attacco chimico che ha colpito la città di Douma, situata nel territorio del Ghouta orientale, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, in cui sono morte di 60 persone, Trump ha minacciato di attuare una risposta “veloce e forte” nei confronti di Assad, accusato di aver commesso l’offensiva, insieme alla Russia che, invece, ha negato qualsiasi responsabilità. Nonostante ciò, sempre mercoledì 11 aprile, l’addetta stampa della Casa Bianca, Sarah Sanders ha ribadito che gli Stati Uniti incolpano Damasco e Mosca per l’attacco chimico, spiegando che le affermazioni su Twitter di Trump non complicheranno la decisione finale degli USA sulla Siria. Diverse ore dopo, il presidente russo, Vladimir Putin, in occasione di un incontro con un gruppo di nuovi ambasciatori, ha affermato che “l’attuale situazione mondiale non può far altro che generare preoccupazioni”, in quanto è molto caotica, anche se spera che il buon senso prevalga alla fine e che le relazioni internazionali diventino più costruttive, contribuendo a rendere il sistema globale più prevedibile.

I tweet di Trump sono arrivati in seguito alle dichiarazioni dell’ambasciatore russo in Libano, il quale aveva riferito che la Russia avrebbe respinto i missili americani lanciati contro la Siria colpendo le loro rampe di lancio. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che Mosca non ha intenzione di rispondere in modo blando alle minacce di Trump. “Non supportiamo la diplomazia via Twitter, noi preferiamo approcci più seri”, ha specificato Peskov.

Gli Stati Uniti stanno indagando sull’attacco chimico del 7 aprile, raccogliendo immagini, filmati che dimostrino la responsabilità russa e del regime siriano. Tali prove potrebbero costituire una giustificazione per gli USA e i suoi alleati per attaccare la Siria, in quanto gli attacchi chimici sono sempre stati definiti “la linea rossa” da non superare. Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla CNN, due navi da guerra americane con a bordo missili da crociera Tomahawk sono posizionate e pronte all’azione. L’emittente riferisce che è possibile che anche sottomarini siano schierati al largo delle coste siriane, mentre è certo che gli USA possiedono jet da guerra F-22 in Qatar che potrebbero essere utilizzati per colpire Assad.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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