Siria: Al-Assad si prepara all’attacco degli USA

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 13:33 in Medio Oriente Siria

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L’esercito governativo siriano, fedele al presidente Bashar Al-Assad, sta svuotando i principali aeroporti e basi militari e sta riposizionando le forze aeree, preparandosi al possibile attacco militare degli Stati Uniti.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, non è ancora chiaro se tale operazione avrà conseguenze sulla decisione degli Stati Uniti di intervenire in Siria, tuttavia, il tentativo di proteggere le forze aeree siriane, posizionandole al fianco delle truppe russe, che Washington potrebbe non voler colpire, potrebbe avere lo scopo di limitare i danni causati dall’eventuale attacco americano.

La mossa di Al-Assad giunge dopo che, mercoledì 11 aprile, il presidente americano, Donald Trump, aveva dichiarato che i missili americani sarebbero arrivati in Siria, in risposta al presunto attacco chimico che aveva colpito la città di Douma, situata nel Ghouta orientale, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, causando la morte di circa 60 persone. Precedentemente, lunedì 11 aprile, Trump aveva promesso una risposta “veloce e forte” nei confronti dell’attacco chimico e aveva dichiarato che Washington aveva “numerose opzioni militari” nel Paese. Da parte loro, il governo siriano e il suo principale alleato, la Russia, avevano immediatamente negato la responsabilità dell’attacco chimico che l’area. In questo contesto, lunedì 9 aprile, il Ministero della Difesa russo aveva dichiarato che i pazienti esaminati in un ospedale di Douma non avevano mostrato sintomi di avvelenamento da gas chimico.

Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco. La notte successiva, tra domenica 8 e lunedì 9 aprile, le forze di difesa siriane avevano intercettato 8 missili sparati contro la base T-4, situata nel villaggio di Tiyas, nel governatorato di Homs. La responsabilità dell’attacco, che aveva causato la morte di 14 persone, era stata, in un primo momento, attribuita agli Stati Uniti e, successivamente, alla Russia.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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