Siria: Al-Assad prende il controllo del Ghouta

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 10:52 in Medio Oriente Siria

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Le forze del governo siriano hanno ripreso il controllo della città di Douma, l’ultima grande roccaforte dei ribelli nel territorio del Ghouta orientale, riconquistando, in questo modo, tutto il territorio, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa russe.

In un comunicato, emanato giovedì 12 aprile, il capo del Centro russo di riconciliazione per la Siria, il maggiore generale Yuri Yevtushenko, ha dichiarato: “Una bandiera nazionale elevata su un edificio nella città di Douma ha annunciato il controllo su questa area e, di conseguenza, su tutto il Ghouta orientale”.

Nella serata di mercoledì 11 aprile, gli ultimi combattenti del gruppo di opposizione siriano Jaish Al-Islam, tra i quali il capo della fazione, Essam Al-Buwaydhani, avevano abbandonato il territorio, dopo aver consegnato le armi pesanti, mentre, il giorno successivo, la polizia militare russa è stata schierata a Douma, per mantenere l’ordine nell’area, secondo quanto stabilito dall’accordo concluso tra le forze governative siriane e i ribelli domenica 8 aprile. In questo contesto, i ribelli siriani si erano impegnati a rilasciare circa 3.500 prigionieri, in cambio della possibilità di lasciare il territorio in maniera sicura. A partire da domenica 8 aprile, circa 40.000 persone, combattenti e membri delle loro famiglie, hanno lasciato la città di Douma per spostarsi nella cittadina settentrionale di Jarablus, nei pressi del confine con la Turchia.

Jaish Al-Islam costituisce l’ultimo grande gruppo di ribelli che era ancora presente nell’enclave siriana. Le altre due principali fazioni dell’opposizione, Failaq Al-Rahman e Ahrar Al-Sham, sono già state evacuate. Il 22 marzo, il gruppo Failaq al-Rahman aveva annunciato l’imposizione del cessate-il-fuoco ad Arbin, nel Ghouta orientale, al fine di negoziare i termini per l’abbandono del territorio da parte dei soldati dell’opposizione. Il primo convoglio dei combattenti, insieme alle loro famiglie, era arrivato nell’area di Hama sabato 24 marzo. Il giorno precedente, i ribelli di Ahrar Al-Sham avevano deciso di terminare i combattimenti in cambio di un corridoio sicuro che permettesse loro di raggiungere il governatorato di Idlib, situato nord-ovest della Siria, ancora sotto il controllo dell’opposizione, o di essere assolti dalle autorità siriane, nel caso in cui decidessero di rimanere nell’area. Si era trattato del primo accordo di questo genere concluso tra la Russia e l’opposizione siriana all’interno dell’enclave. Le evacuazioni erano iniziate il giorno successivo, il 22 marzo.

La conquista di Douma pone fine all’assalto del territorio del Ghouta da parte delle forze governative siriane, dopo quasi 6 anni. L’area era stata posta sotto assedio dalle forze governative nel dicembre 2012. Nell’ultimo mese, in particolare dal 18 febbraio, i soldati fedeli al presidente siriano hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano la zona hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Gli scontri sono continuati incessantemente nonostante, il 24 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avesse imposto nel territorio una tregua della durata di 30 giorni per consentire la distribuzione degli aiuti umanitari nell’area e le evacuazioni mediche. Il cessate-il-fuoco era stato imposto in seguito all’escalation di violenza che aveva colpito il territorio del Ghouta siriano nella settimana precedente, a partire dal 18 febbraio. La misura era stata violata poche ore dopo la sua imposizione, il 25 febbraio. Al fine di porre fine all’escalation di violenza e di permettere l’accesso degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche, il 26 febbraio, Mosca aveva imposto una “pausa umanitaria”, che sarebbe dovuta entrare in vigore il giorno successivo, il 27 febbraio, e durare 5 ore, dalle 9:00 alle 14:00. Anche in questo caso, la tregua era stata immediatamente violata dagli scontri tra le forze governative e i ribelli. Un terzo tentativo era stato fatto dalla Russia, la quale, giovedì 1 marzo, aveva imposto una tregua giornaliera di 5 ore nel territorio siriano del Ghouta orientale, che è entrata in vigore nella mattinata di venerdì 2 marzo, ma, ancora una volta, non era stata rispettata.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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