Iran – Israele: minacce reciproche dopo l’attacco contro la base T-4

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 8:36 in Iran Israele

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L’Iran e Israele si sono scambiati minacce reciproche in merito al raid aereo che, nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 aprile, aveva colpito la base aerea siriana T-4, situata nel villaggio di Tiyas, nel governatorato di Homs.

Lunedì 9 aprile, la televisione di stato siriana aveva annunciato che, la notte precedente, le forze di difesa siriane avevano intercettato 8 missili sparati contro la base T-4, la più grande base militare che si trova nel territorio siriano, dalla quale partono regolarmente le truppe russe per colpire le aree che si trovano sotto il controllo dei ribelli. Il bilancio delle vittime dell’attacco è stato di 14 morti, tra cui alcuni iraniani, e numerosi feriti. Inizialmente, la Siria e la Russia, che combatte al fianco del presidente Bashar Al-Assad, avevano attribuito la responsabilità dell’attacco agli Stati Uniti, mentre, in un secondo momento, avevano accusato Israele.

Martedì 10 aprile, in occasione della sua visita a Damasco, il Consigliere della Guida suprema iraniana per le questioni internazionali, Ali Akbar Velayati, ha definito il raid aereo contro la struttura militare siriana, nel quale sono morti anche alcuni militari iraniani, “un crimine di Israele” e ha dichiarato che “non sarebbe rimasto impunito”. Riferendosi poi alla possibilità di un’operazione militare in Siria da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, Velayati ha assicurato al presidente siriano, Bashar Al-Assad, affermando: “Staremo dalla parte del governo siriano contro qualsiasi aggressione esterna. L’Iran supporta la Siria nella lotta contro l’america e il regime sionista”. Le dichiarazioni del Consigliere iraniano fanno riferimento alle affermazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha minacciato di intervenire militarmente nel Paese mediorientale in risposta all’utilizzo di armi chimiche contro i civili.

Da parte sua, Israele non ha emanato alcuna dichiarazione ufficiale in merito all’accaduto. In questo contesto, martedì 10 aprile, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman ha affermato: “Non so che cosa è successo o chi ha attaccato” e ha aggiunto: “Sfortunatamente, assistiamo a sempre più tentativi da parte dell’Iran di stabilire una presenza in Siria e non per ragioni umanitarie o culturali. Non hanno intenzione di istituire musei o centri educativi o culturali”. In tale occasione, il ministro ha altresì risposto alle minacce iraniane, affermando che Israele farà tutto il necessario per impedire all’Iran di stabilire una presenza militare permanente in Siria. In questo senso, il ministro ha dichiarato: “Non importa quale sarà il prezzo, non permetteremo all’Iran di stabilire una presenza militare permanente in Siria. Non abbiamo altra scelta”.

Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Maariv, martedì 10 aprile, un funzionario della sicurezza ha dichiarato che “il presidente siriano, Bashar Al-Assad, e il suo governo pagheranno il prezzo, se gli iraniani agiranno contro Israele dal territorio siriano” e ha aggiunto: “Il governo, insieme allo stesso Al-Assad, spariranno. Raccomandiamo all’Iran di non agire contro di noi”.

Israele è preoccupato della crescente influenza dell’Iran in Siria e teme che Teheran stia trasformando il territorio siriano in una fortezza miliare, come parte di un più ampio piano mirato a cancellare il proprio Stato, secondo quanto affermato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il 28 agosto 2017 a Tel Aviv, in occasione di un incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Le relazioni tra Iran e Israele sono diventate ancora più tese negli ultimi mesi. In occasione della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, che si è tenuta nella città tedesca dal 16 al 18 febbraio, le due parti hanno ingaggiato una guerra di parole. In questo senso, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva accusato Teheran di costituire la più grande minaccia a livello globale e aveva dichiarato che, se necessario, Israele avrebbe attaccato il Paese, affermando: “Se necessario, agiremo non soltanto contro gli alleati dell’Iran, ma anche contro l’Iran stesso”. Per tutta risposta, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, aveva dichiarato: “Se proveranno a mettere in pratica questa minaccia, vedranno la risposta”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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