Francia: abbiamo le prove dell’uso di armi chimiche da parte di Al-Assad

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 15:10 in Francia Siria

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che la Francia risponderà alle “prove” che il governo del suo omologo siriano, Bashar Al-Assad, ha utilizzato le armi chimiche a Douma “al momento opportuno”.

Giovedì 12 aprile, il presidente francese, in occasione di un’intervista rilasciata al canale televisivo TF1, ha annunciato: “Abbiamo le prove che le armi chimiche, almeno il cloro, sono state utilizzate la settimana scorsa e che sono state usate dal governo di Bashar Al-Assad”, senza tuttavia fornite ulteriori dettagli in merito alle prove in suo possesso.

Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

Durante il suo discorso, Macron ha dichiarato di essere in contatto giornaliero con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e che i due capi di stato decideranno insieme il tipo di azione da intraprendere in Siria in risposta all’attacco di Douma “quando lo riterranno opportuno e quando giudicheranno utile ed efficace farlo”. Il presidente ha altresì chiarito che vuole evitare un’escalation di violenza nel territorio, affermando: “La Francia non permetterà in alcun modo un’escalation o qualsiasi cosa possa danneggiare la stabilità regionale, ma non possiamo permettere che i governi credano di poter agire impunemente, violando il diritto internazionale nel peggior modo possibile”.

Il presidente francese ha altresì annunciato che uno degli obiettivi di Parigi in Siria sarebbe “la distruzione delle capacità chimiche del governo, una volta verificate tutte le informazioni”. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, l’esercito francese si starebbe preparando per una risposta militare e starebbe aspettando il via libera per agire.

Le dichiarazioni del presidente francese sono in linea con quanto affermato lo stesso giorno, giovedì 12 aprile, dal suo omologo americano, il quale ha dichiarato, tramite un tweet: “Non si può sapere quando verrà lanciato un attacco in Siria. Potrebbe avvenire molto presto o non tanto presto”. Già il giorno precedente, mercoledì 11 aprile, Trump aveva dichiarato che i missili americani sarebbero arrivati in Siria

Il 9 aprile, il giorno successivo all’attacco chimiche a Douma, il presidente francese aveva annunciato che se la linea rossa fosse stata superata, ci sarebbe stata una risposta. Già il 13 febbraio, il presidente francese, aveva dichiarato che la Francia avrebbe colpito “se le armi chimiche fossero state usate contro i civili nella guerra siriana, violando i trattati internazionali”. In tale occasione, Macron aveva dichiarato che “le armi chimiche costituiscono una linea rossa” per Parigi, ribadendo le affermazioni che aveva fatto nel maggio 2017, quando aveva definito l’utilizzo di armi chimiche una “linea rossa”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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