Arabia Saudita: sosterremo operazione militare in Siria

Pubblicato il 12 aprile 2018 alle 6:03 in Arabia Saudita Francia

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Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha annunciato che il Regno sosterrà un’operazione militare in Siria, se i suoi alleati decideranno di avviarla, in risposta al presunto attacco chimico che, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, avrebbe colpito la città di Douma, nel territorio del Ghouta orientale.

Martedì 10 aprile, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Emmanuel Macron, bin Salman ha espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione in Yemen e in Siria e, con riferimento a quest’ultima, ha dichiarato: “Ci saremo, se richiesto dall’alleanza con i nostri partner”. Le dichiarazioni di del principe saudita sono state rilasciate dopo che la Francia aveva annunciato di stare collaborando con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti per adottare “una risposta comune e forte” all’attacco chimico lanciato qualche giorno prima contro la città di Douma.

Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone e il ferimento di altre 1.000. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

Le dichiarazioni del principe saudita sono giunte in occasione della sua prima visita di stato ufficiale in Francia, iniziata domenica 8 aprile. Martedì 10 aprile, bin Salman ha incontrato il presidente francese con il quale ha discusso il potenziamento delle relazioni bilaterali, oltre a temi di interesse comune, quali le guerre civili in Siria e in Yemene, oltre al ruolo dell’Iran in Medio Oriente.

Riguardo allo Yemen, Macron ha annunciato che la Francia e l’Arabia Saudita organizzeranno una conferenza per gli aiuti umanitari nel Paese, martoriato dalla guerra dal marzo 2015. In questo contesto, il presidente francese ha altresì dichiarato: “Non tollereremo le attività missilistiche che minacciano l’Arabia Saudita. Siamo ancora legati al rispetto del diritto internazionale e, in particolare, del diritto umanitario in Yemen”.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

Per tali ragioni, bin Salman è stato accolto da numerose manifestazioni di protesta, organizzate dalle organizzazioni umanitarie, tra le quali Human Rights Watch e Amnesty International. In merito alla questione, il presidente francese ha dichiarato: “Ho ascoltato le domande legittime della società civile e dei giornalisti sui diritti umani e altre questioni sensibili che riguardano l’Arabia Saudita, ma osservo anche quello che sta accadendo nella regione. Abbiamo un giovane leader, che è al potere in un Paese in cui il 70% della popolazione è sotto i 30 anni. Possiamo decidere di rimanere nelle nostre posizioni tradizionali o possiamo decider che i primi atti della modernizzazione della sua società sono migliorativi”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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