Yemen: attacco con drone contro stabilimento petrolifero saudita

Pubblicato il 11 aprile 2018 alle 16:31 in Arabia Saudita Yemen

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Gli Houthi hanno lanciato attacchi aerei con i droni contro il territorio meridionale dell’Arabia Saudita, secondo quanto riferito dal canale televisivo Al-Masirah, posseduto dai ribelli yemeniti.

Mercoledì 11 aprile, Al-Masirah ha pubblicato due tweet attraverso il suo account. Nel primo messaggio, il canale ha dichiarato che gli Houthi avrebbero lanciato un drone Qasef 1 verso l’aeroporto di Abha, situato nella città saudita di Aseer, nel sud-ovest del Paese. Nel secondo tweet, i ribelli hanno annunciato che il drone avrebbe condotto altri attacchi aerei contro uno stabilimento di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, situato nella città di Jizan, nel sud del Regno, al confine con il Paese. Da parte loro, le autorità saudite hanno riferito che le strutture di Jizan starebbero lavorando “normalmente e in sicurezza”.

Qualche ora dopo l’annuncio dei ribelli yemeniti, Riad ha riferito che le forze di difesa avrebbero intercettato un missile balistico nei cieli della capitale, dopo aver udito 3 esplosioni e visto nuvole di fumo che si innalzavano sulla città.

Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, si tratterebbe della quarta volta che i ribelli yemeniti avrebbero lanciato un attacco aereo contro gli stabilimenti di Aramco. L’ultimo raid era stato condotto il 4 aprile, quando l’Arabia Saudita aveva intercettato un missile lanciato dagli Houthi contro un impianto della compagnia saudita situato nella città di Jizan. Il giorno precedente, martedì 3 aprile, i ribelli avevano lanciato un razzo contro una petroliera saudita, che stava navigando in acque internazionali, a ovest del porto yemenita di Hodeida. L’attacco era stato prontamente sventato dall’intervento di una nave della Marina militare della coalizione e aveva causato pochi danni alla petroliera, che era riuscita a raggiungere la destinazione senza ulteriori intoppi.

Gli attacchi degli Houthi contro il territorio saudita si sono intensificati negli ultimi giorni come segno di vendetta nei confronti dei bombardamenti della coalizione araba in Yemen. Lunedì 2 aprile, in particolare, un attacco aereo della coalizione aveva causato la morte di 12 civili, tra i quali 7 bambini, nella città costiera di Hodeida. L’episodio era stato definito dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) “uno degli attacchi più mortali per i bambini dall’inizio del conflitto in Yemen”, avvenuto nel marzo 2015.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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