Allarme Eurocontrol: possibili lanci missilistici contro la Siria nelle prossime 72 ore

Pubblicato il 11 aprile 2018 alle 10:57 in Europa Siria

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L’agenzia paneuropea che controlla il traffico aereo, Eurocontrol, ha lanciato un allarme alle compagnie aeree, invitandole ad evitare di sorvolare la Siria e la zona del Mediterraneo orientale a causa della possibilità di un lancio di missili contro il regime siriano, nel corso delle prossime 72 ore. Secondo quanto riferito da Eurocontrol, entro quel lasso di tempo, potrebbero essere scagliati missili aria-terra e missili da crociera che potrebbero invadere le rotte aeree o interferire con le apparecchiature di comunicazione radio. Il comunicato dell’agenzia paneuropea, tuttavia, non specifica l’origine della minaccia missilistica. I regolatori dell’aviazione di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno a loro volta emesso avvisi contro le compagnie aeree che attraversano lo spazio aereo siriano, intimandoli a evitare l’area. Gli unici voli commerciali che sorvoleranno la Siria a partire dalla notte tra martedì 10 e mercoledì 11 aprile sono stati effettuati dalla Syrian Air e dalla Lebanon’s Middle East Airlines, secondo il sito di monitoraggio dei voli FlightRadar24.

In seguito al presunto attacco chimico che ha colpito la città di Douma, situata nel territorio del Ghouta orientale, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, in cui sono morte di 60 persone, il presidente americano Donald Trump ha minacciato di attuare una risposta “veloce e forte” nei confronti del regime di Bashar al-Assad, accusato di aver commesso l’offensiva. Alcuni funzionari americani hanno riferito all’a Reuters che Washington starebbe prendendo in considerazione la possibilità di una risposta militare multinazionale. In meno di 24 ore, Trump ha colloquiato telefonicamente due volte con il suo omologo francese, Emmanuel Macron, al fine di concordare una posizione comune. Secondo le informazioni diffuse dalla Casa Bianca, i due leader avrebbero ribadito il desiderio di una “reazione forte” da parte della comunità internazionale. Da parte sua, Macron, ha ribadito che, “se la linea rossa verrà superata, allora la Francia interverrà contro la Siria”.

Martedì 10 aprile, Trump ha cancellato una visita ufficiale in America Latina prevista per questa settimana, in modo da concentrarsi sulla risposta contro la Siria.

Il governo siriano e la Russia, suo principale alleato, hanno negato la responsabilità dell’attacco chimico. Martedì 10 aprile, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la posizione degli Stati Uniti e dei suoi alleati in merito alla questione “non è costruittiva“. Già il giorno precedente, lunedì 9 aprile, il presidente russo, Vladimir Putin, in occasione di un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva definito “inammissibili le provocazioni e le speculazioni sulla questione”, sottolineando l’importanza di continuare gli sforzi internazionali per normalizzare la situazione umanitaria in tutto il territorio siriano, in linea con la Risoluzione n. 2401 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tale misura, adottata il 24 febbraio 2018, imponeva un cessate-il-fuoco della durata di 30 giorni in Siria, al fine di consentire la distribuzione degli aiuti umanitari e le evacuazioni mediche.

In seguito all’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, il 17 luglio 2014, da parte di un missile terra-aria, mentre l’aereo stava sorvolando l’Ucraina, le autorità di regolamentazione del traffico aereo hanno aumentato l’allerta nelle situazioni di conflitto. Nel corso del 2017, alla luce die numerosi test missilistici effettuati dalla Corea del Nord, alcune compagnie aeree hanno cambiato diverse rotte per evitare il passaggio al di sopra del Mar del Giappone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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