Siria: cacciatorpediniere USA verso le acque siriane

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 20:03 in Siria USA e Canada

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Il cacciatorpediniere della Marina americana USS Donald Cook ha lasciato il porto cipriota di Larnaca e si è diretto verso le acque territoriali siriane, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa AnsaMed. Al momento, l’imbarcazione si troverebbe a circa 100 km dal porto siriano di Tartus, sede di una base militare russa.

Stando alle informazioni fornite dall’agenzia di stampa ANSA, alcuni jet da combattimento russi avrebbero sorvolato a bassa quota il cacciatorpediniere per quattro volte, compiendo manovre di disturbo mentre l’imbarcazione americana si avvicinava alle acque territoriali siriane. 

Da parte sua, lunedì 9 aprile, la United States Naval Forces Europe – Naval Forces Africa (NAVEUR-NAVAF), aveva annunciato che l’imbarcazione aveva lasciato il porto cipriota, dopo la conclusione della visita americana nel Paese, mirata a promuovere le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Cipro, nel contesto del potenziamento della sicurezza e della stabilità regionali. Il comando, tuttavia, non aveva fornito alcuna informazione in merito alla posizione del cacciatorpediniere, il cui spostamento sta avvenendo in un momento di grandi tensioni tra la Siria e gli Stati Uniti, a causa dell’attacco chimico che ha colpito la città di Douma, situata nel territorio del Ghouta orientale, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile.

Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 aprile, la Syrian American Medical Society (SAMS), una organizzazione di soccorso medico operante in territorio siriano, aveva riferito che due attacchi chimici avevano colpito il territorio del Ghouta orientale. In un primo momento, una bomba al cloro aveva colpito la città di Douma, subito dopo, un secondo attacco con “agenti misti”, tra i quali gas nervino, era stato lanciato contro un edificio poco distante, causando la morte di 60 persone e il ferimento di altre 1.000. Il governo siriano aveva immediatamente negato la responsabilità dell’attacco.

Lunedì 9 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva promesso che avrebbe preso una decisione entro la notte di lunedì o “poco più tardi” in merito alla risposta degli Stati Uniti all’ultimo attacco chimico che ha colpito la Siria e ha dichiarato che Washington avrebbe risposto in maniera “forte e veloce” e che avrebbe preso in considerazione la possibilità di un intervento militare.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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