Nigeria: esercito libera 54 donne e 95 bambini rapiti da Boko Haram

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 8:29 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha reso noto di aver salvato 149 persone, tutte donne e bambini, che erano stati precedentemente rapiti dai militanti di Boko Haram, nel nord-est della Nigeria.

Il portavoce militare Onyema Nwachuku, domenica 8 aprile, ha riferito che 54 donne e 95 minori sono stati sottratti ai terroristi nel corso di un’operazione di sicurezza presso la comunità di Yerimari Kura. Durante il raid, i soldati hanno ucciso 3 combattenti e ne hanno rapiti altri 5. Ad avviso del corrispondente di Al-Jazeera English, Ahmed Idris, il quale si trova ad Abuja, il numero di persone liberate dall’esercito nella regione di Yerimari Kura dimostra che, nonostante la perdita di potere e territorio, il gruppo terroristico continua imperterrito a portare avanti le proprie attività.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20.000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese, 450.000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2.000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze. Il 19 febbraio scorso più di 100 ragazze, tutte di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, erano state rapite nel villaggio dello Stato dello Yobe, in ciò che è stato definito il sequestro più grave effettuato in seguito a quello del 14 aprile 2014 a Chibok, dove i jihadisti nigeriani rapirono 275 studentesse. Il 21 marzo, le studentesse di Dapachi sono state rilasciate, anche se 5 di loro sono morte.

Il 25 dicembre 2016 il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, aveva riferito che l’esercito nazionale aveva preso il controllo dell’ultima base di Boko Haram, nel nord-est dello stato del Borno. Il primo gennaio 2017, tuttavia, il gruppo terroristico aveva smentito la sconfitta attraverso la pubblicazione di un video e, da allora, si sono verificati sistematicamente attacchi che hanno messo a dura prova la sicurezza del Paese, soprattutto nelle aree più remote. Il primo gennaio 2018, Buhari ha ammesso che, nonostante la sconfitta tecnica dei jihadisti nigeriani, continuano a verificarsi attentati sparsi. A suo avviso, “nemmeno le migliori forze di polizia potrebbero sventare determinati attacchi criminali”. L’ultimo attentato in Nigeria è avvenuto il 2 aprile a Maiduguri, dove sono morte 15 persone e ne sono rimaste ferite altre 68.

Il 26 marzo, il Ministero dell’Informazione nigeriano ha riferito che il governo di Abuka sta negoziando con Boko Haram per raggiungere un cessate il fuoco e assicurare la fine delle ostilità. È la prima volta dal 2009 in cui il governo di Abuja ha reso noto di essere in trattativa con i terroristi in merito ad un cessate il fuoco. In passato, tuttavia, il presidente Buhari aveva ripetutamente affermato di essere disponibile al dialogo. “Pochi lo sanno, ma è da un po’ di tempo che stiamo trattando per cessare le ostilità”, ha spiegato il ministro dell’informazione, Lai Mohammed, in un comunicato ufficiale. A suo dire, nel frattempo, è stata concordata una tregua di una settimana che è iniziata il 19 marzo, che ha permesso il rilascio delle studentesse di Dapachi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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