Di Maio e Salvini modificheranno la politica estera dell’Italia?

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 10:41 in Il commento Italia

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Alessandro Orsini. Fonte: LUISS.

Il M5S e la Lega Nord potrebbero formare un governo insieme. La domanda è se un simile governo darebbe continuità alla politica estera tracciata da Forza Italia e dal Pd. Per rispondere, occorre innanzitutto chiarire che la prima grande discontinuità non è tra M5S-Lega Nord e Forza Italia-Pd, bensì tra la prima repubblica e la seconda. La prima repubblica, nata dalla seconda guerra mondiale, era radicata nella politica internazionale. Era viva, nei partiti della prima repubblica, la consapevolezza che ciò che accadeva nel mondo, e in particolare nel Mediterraneo, aveva ripercussioni dirette sull’Italia. La seconda repubblica, nata dai grandi scandali di tangentopoli, ha spostato tutta l’attenzione verso la politica interna. Questo ripiegamento delle nuove generazioni politiche sulle questioni di “casa” è stato rafforzato da altri due fenomeni concomitanti. Il primo, di lungo periodo, è la volatilità dei governi, che trattiene i politici italiani in un clima elettorale permanente. È ovvio che, per conquistare i voti degli elettori nel breve periodo, è più importante parlare di pensioni, scandali privati e furti nelle ville, piuttosto che del ruolo di Francia, Egitto e Russia in Libia oppure di ciò che sta accadendo in Etiopia. Il secondo fenomeno, che ha distratto l’Italia dal mondo, è stata la fine della guerra fredda. Le relazioni conflittuali tra Unione Sovietica e Stati Uniti attribuivano una notevole importanza strategica all’Italia, che è diminuita con la fine di quel mondo. Date simile premesse, non deve stupire che i discorsi strategici sul ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale siano assenti nel dibattito pubblico. A ben vedere, la domanda se un eventuale governo M5S-Lega Nord modificherebbe la politica estera dell’Italia nasce dal fatto che questi due partiti non hanno fornito elementi per rispondere. È la conferma di quanto abbiamo detto finora: la riflessione sulla politica internazionale è assente, o quasi completamente assente, nei discorsi dei partiti politici che hanno conosciuto la loro ascesa nella seconda repubblica. Ne consegue che nessuno è in grado di rispondere alla domanda su basi documentate. Gli studiosi, abituati a poggiare le loro affermazioni sull’osservazione dei fatti, sono in difficoltà e possono soltanto sviluppare ipotesi.

Molti indizi inducono a ritenere che un cambiamento di rotta in politica estera non sarebbe l’impegno principale di un governo M5S-Lega Nord. Quasi tutte le energie di Salvini e Di Maio sarebbero rivolte ad affrontare i problemi interni. Cerchiamo di comprendere il perché. In primo luogo, quando un Paese modifica la sua politica estera, modifica la trama fondamentale delle sue alleanze strategiche. Una simile impresa richiede un grande sforzo e, soprattutto, richiede un governo molto forte e coeso, capace di fronteggiare la reazione dei Paesi danneggiati dal nuovo corso. Un esempio aiuterà a comprendere meglio. Gli Stati Uniti, alleandosi con i curdi per la costruzione di un nuovo Stato nel nord della Siria, hanno voltato le spalle alla Turchia che, infatti, sta reagendo con estrema determinazione. Allo stesso modo, il tentativo dell’Arabia Saudita di stringere intese con Israele ha creato immediate difficoltà al re saudita, Salman, costretto ad alcuni chiarimenti, proprio in queste ore. Vi sono poi due ulteriori elementi che inducono a ritenere che Di Maio e Salvini non modificherebbero la politica estera dell’Italia. Il primo è che Di Maio sta ipotizzando di allearsi tanto con la Lega Nord quanto con il Pd. Chiunque voglia modificare la politica estera di un Paese non può operare in questo modo, per le ragioni che abbiamo esposto: occorre un’alleanza di governo molto forte e non un’intesa occasionale dettata da circostanze eccezionali. Il secondo elemento è che Salvini non intende abbandonare Berlusconi, il quale è uno dei grandi garanti della continuità della politica estera dell’Italia. L’Italia potrebbe modificare la sua politica estera tradizionale, ma è necessario che prima si costituisca un blocco economico, politico e culturale, che oggi non esiste. Un eventuale governo M5S-Pd, o M5S-Lega Nord, non sarebbe un blocco, ma un’alleanza casuale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale.

Quest’articolo è apparso nella rubrica Atlante, tutte le domeniche nella pagina dei commenti del “Messaggero”.

di Alessandro Orsini

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