Arabia Saudita: il principe ereditario in visita ufficiale in Francia tra le proteste

Pubblicato il 10 aprile 2018 alle 16:08 in Arabia Saudita Francia

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, si è recato in visita di stato in Francia domenica 8 aprile, nel contesto del suo tour internazionale. A partire dal marzo 2018, bin Salman ha viaggiato in Egitto, Gran Bretagna e Stati Uniti, in occasione del suo primo viaggio in Occidente in qualità di erede al trono.

Una volta arrivato in Francia, domenica 8 aprile, il principe ereditario è stato accolto all’aeroporto dal ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, che, durante il suo incarico precedente come ministro della Difesa, aveva già lavorato a stretto contatto con bin Salman. L’incontro tra il principe ereditario e il presidente francese, Emmanuel Macron, è previsto per martedì 10 aprile e si concentrerà sui rapporti bilaterali tra i due Paesi, in particolare nei settori culturali ed economici, oltre a questioni di interesse comune, come le guerre in Yemen e in Siria, il ruolo dell’Iran nella regione, la crisi del Golfo e la lotta al terrorismo.

Martedì 10 aprile, Parigi e Riad hanno firmato 20 contratti economici, del valore di 18 miliardi di dollariAll’ordine del giorno vi è stato anche lo sviluppo di investimenti nel settore dell’energia rinnovabile, nel contesto della realizzazione di un piano mirato a diversificare l’economia del Regno, basata per la maggior parte sullo sfruttamento delle risorse petrolifere, all’interno della riforma economica Vision 2030.

Domenica 8 aprile, Parigi e Riad avevano concluso un nuovo accordo intergovernativo, che introduce una nuova strategia relativa all’esportazione delle armi verso l’Arabia Saudita, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa francese.

La visita del principe ereditario saudita si è svolta in un clima di protesta. Numerose manifestazioni sono state programmate per protestare contro il ruolo della coalizione araba, a guida saudita, nella guerra civile yemenita, e dieci organizzazioni umanitarie hanno chiesto al presidente francese di esortare Riad a porre fine agli attacchi aerei e a sollevare l’embargo imposto nel Paese. In questo contesto, il direttore esecutivo di Human Rights Watch, in un tweet pubblicato domenica 8 aprile, ha invitato il presidente francese a “mantenere le distanze dai crimini di guerra di Mohammed bin Salman in Yemen e dalla repressione nei confronti delle donne e dei dissidenti in patria”. In merito alla questione è intervenuto anche il coordinatore di Amnesty International France per lo Yemen e l’Arabia Saudita, Aurelie Perrier, il quale ha dichiarato: “La Francia è potenzialmente un complice delle violazioni del diritto umanitario, a causa della vendita di armi e attrezzature militari all’Arabia Saudita, considerando quello che sta succedendo in Yemen” e ha aggiunto: “Vogliamo chiedere al presidente Macron di porre fine al trasferimento di armi all’Arabia Saudita e di sollevare l’embargo sullo Yemen”.

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione è accusata di aver più volte violato il diritto internazionale umanitario negli scontri contro i ribelli yemeniti. Il 5 ottobre 2017, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito la coalizione all’interno della lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini nelle aree di conflitto. In particolare, la coalizione veniva accusata di aver ucciso e mutilato i bambini in Yemen e di aver distrutto edifici civili, quali scuole e ospedali. Oltre a ciò, il 6 novembre 2017, la coalizione aveva deciso di chiudere tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Tale misura aveva causato numerose difficoltà alle organizzazioni umanitarie, che non riuscivano a distribuire gli aiuti umanitari e medici all’interno del Paese.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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