Yemen: gli Houthi schierano donne e bambini in prima linea

Pubblicato il 9 aprile 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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Gli Houthi hanno schierato le donne e i bambini in prima linea a Sadaa, nel nord-ovest dello Yemen, a causa della crescente pressione a cui sono sottoposti da parte dell’esercito yemenita e della coalizione araba, a guida saudita, che combatte nel Paese, secondo quanto dichiarato dal comandante dell’esercito a Saada, il brigadiere Obeid Al-Othila.

Stando alle informazioni riferite da Al-Othila, i ribelli sarebbero in uno stato confusionale, poiché sarebbero stati intrappolati nella città di Saada, una delle loro roccaforti, dall’esercito yemenita, il quale avrebbe altresì bombardato numerose postazioni degli Houthi nel Paese. Negli ultimi giorni, i soldati di Hadi, il presidente destituito con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale, hanno fatto progressi su vari fronti, nel contesto di un’ampia campagna militare contro i ribelli.

In questo contesto, il comandante dell’esercito a Saada ha dichiarato che i propri soldati avrebbero ottenuto molte vittorie sul campo nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 aprile, riconquistando, in particolare, i territori di Kataf, Razah e Al-Dhahir. A ciò si aggiunga che, tra lunedì 2 e mercoledì 4 aprile, i ribelli avrebbero subito la perdita di circa 350 combattenti, mentre molti altri sarebbero stati catturati. Durante i combattimenti, l’esercito yemenita avrebbe anche preso possesso di grandi quantità di armi e munizioni, sottraendole agli Houthi. Nel frattempo, la coalizione araba, a guida saudita, avrebbe bombardato una postazione di difesa aerea, che si trovava presso l’aeroporto di Hodeida, controllato dai ribelli.

Per tutta risposta, gli Houthi avrebbero intensificato il lancio di missili balistici contro il territorio dell’Arabia Saudita, che, dal 26 marzo 2015, è intervenuta nella guerra civile yemenita a capo della coalizione araba. In questo contesto, i ribelli hanno lanciato contro il Regno due missili in meno di 48 ore. L’ultimo razzo, diretto contro un impianto petrolifero di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, era stato intercettato da Riad nella serata di mercoledì 4 aprile. Il giorno precedente, martedì 3 aprile, gli Houthi avevano tentato di colpire una petroliera saudita che stava navigando in acque internazionali, a ovest del porto di Hodeida.

Oltre a ciò, i ribelli avrebbero iniziato a schierare le donne e i bambini in prima linea nei combattimenti contro le forze yemenite. Il motivo all’origine di tale mutamento strategico sarebbe da ricercare nell’ingente perdita di combattenti uomini negli ultimi scontri. La pratica di far arruolare i bambini tra le fila dei combattenti era già stata documentata nell’ottobre 2017 da parte della rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) in Yemen, Meritxell Relaño, la quale aveva la pratica di far arruolare i bambini tra le fila dei soldati si sarebbe diffusa a causa delle condizioni economiche disperate in cui versano le famiglie yemenite, dovute alla mancanza di mezzi di sussistenza e alla disoccupazione.

In Yemen, i bambini maschi vengono mandati a combattere anche se non hanno ancora compiuto 18 anni che è l’età minima per arruolarsi, secondo quanto stabilito dal diritto internazionale. Nel loro caso, la famiglia d’origine riceve circa 55 dollari ogni tre mesi, una cifra sufficiente per mantenere un nucleo di cinque persone per due settimane. Il 21 ottobre 2017, il ministro della Gioventù degli Houthi, Hassan Zaid, aveva invitato le scuole a sospendere le lezioni nei territori sottoposti al controllo del gruppo. L’obiettivo era quello di far combattere i bambini contro le truppe del governo yemenita. Nella prospettiva di Zaid, la coalizione araba avrebbe potuto porre fine alla guerra se i bambini e i propri insegnanti avessero iniziato a rinforzare le fila degli Houthi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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