Israele bombarda una postazione di Hamas a Gaza

Pubblicato il 9 aprile 2018 alle 12:28 in Israele Palestina

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I jet da combattimento israeliano hanno colpito un “obiettivo militare” di Hamas nel territorio settentrionale della Striscia di Gaza lunedì 9 aprile, in risposta al tentativo di infiltrazione di alcuni palestinesi nel territorio israeliano e al lancio di bombe, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano.

Stando alle informazioni riportate dalle fonti della sicurezza palestinesi, nella mattinata di lunedì 9 aprile, i raid aerei israeliani avrebbero colpito una base delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato del gruppo palestinese Hamas, situata nella città di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, e un terreno agricolo vicino a Beit Lahia, causando alcuni danni, ma nessuna vittima.

In merito all’accaduto, le Forze di Difesa israeliane hanno riferito che l’attacco sarebbe stato condotto in risposta a un tentativo di infiltrazione di un gruppo di terroristi, armati di un ordigno esplosivo improvvisato, all’interno nel territorio israeliano, che sarebbe avvenuto il giorno precedente all’attacco aereo, domenica 8 aprile. In un comunicato, emanato, lunedì 9 aprile, l’esercito israeliano ha dichiarato che “non permetteranno l’uso cinico dei civili come copertura per l’attività terroristica contro i cittadini e le Forze di Difesa israeliani e risponderanno a ogni tentativo di questo tipo di terrorismo”. In questo contesto, le forze israeliane hanno ribadito che riterranno Hamas “l’unico responsabile per quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza, sia sul territorio sia sottoterra”.

L’attacco israeliano è giunto in un momento in cui le tensioni tra Israele e il popolo palestinese si sono intensificate nel territorio di confine. Venerdì 6 aprile, i soldati israeliani avevano sparato contro la folla di palestinesi che manifestava vicino alla barriera di confine che separa lo Stato ebraico dalla Striscia idi Gaza, causando la morte di 10 persone e il ferimento di altre 1000. Si era trattato del secondo venerdì di protesta, il primo era stato organizzato per il 30 marzo, in occasione dell’anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, in cui i palestinesi ricordano l’uccisione di 6 cittadini arabi di Israele da parte delle forze di sicurezza israeliane, avvenuta il 30 marzo 1976, durante le proteste contro la confisca dei territori palestinesi nel nord di Israele.  Tali manifestazioni di protesta, note anche con il nome di Marcia del Ritorno, si concluderanno il 15 maggio, giorno in cui il popolo palestinese commemora lo Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui si ricorda l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio. Il bilancio totale delle vittime, uccise negli scontri tra il popolo palestinese e i soldati israeliani, dal 30 marzo a oggi, sarebbe di 32 morti e 2.850 feriti, secondo quanto riferito da Al-Jazeera in lingua araba.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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