Iraq: ucciso il braccio destro di Al-Baghdadi

Pubblicato il 9 aprile 2018 alle 17:21 in Iraq Medio Oriente

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Il braccio destro dell’autoproclamatosi califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr Al-Baghdadi, Abu Walid Al-Checheni, è stato ucciso durante un’operazione militare, condotta dalle truppe irachene in collaborazione con le forze americane, nel governatorato di Kirkuk, nel nord dell’Iraq. Tale operazione potrebbe portare a rintracciare il califfo dello Stato Islamico, secondo il quotidiano The New Arab.

Lunedì 9 aprile, alcune fonti militari irachene hanno annunciato che, nelle prime ore della giornata, le forze irachene avrebbero condotto un agguato contro alcuni edifici situati nella periferia del villaggio di Sabeel, nel sud della valle di Horan. All’agguato avrebbe fatto seguito uno scontro violento, dal momento che i militanti dello Stato Islamico si sarebbero rifiutati di arrendersi e avrebbero aperto il fuoco contro i soldati iracheni. Nell’attacco, le forze irachene avrebbero ucciso un capo dell’ISIS “di origine straniera”, che sarebbe stato identificato come Abu Walid Al-Checheni, il braccio destro di Al-Baghdadi, e altri 3 militanti dell’organizzazione terroristica. Nell’operazione sarebbero stati rinvenuti numerosi documenti importanti, secondo quanto annunciato dalla televisione irachena.

Al-Checheni era stato rintracciato grazie al monitoraggio del suo telefono cellulare, secondo quanto riferito dalle fonti della sicurezza, le quali hanno aggiunto che “il combattente deceduto era stato responsabile di aver pianificato e portato a termine attacchi terroristici a Kirkuk e ciò segna la fine delle cellule terroristiche dormienti nella regione di Kirkuk, che venivano finanziate e dirette da lui”.

Secondo gli ultimi report pubblicati dall’esercito iracheno, due terzi dei leader dell’ISIS, appartenenti alla cosiddetta prima generazione di soldati dello Stato Islamico, sarebbero stati uccisi negli ultimi 3 anni sia a causa dei raid aerei della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte l’organizzazione terroristica in Siria e in Iraq, sia nelle battaglie condotte sul campo dalle forze irachene. Tali campagne avrebbero causato una crisi nei vertici dell’ISIS, costringendo membri deboli e inesperti ad assumere ruoli di rilievo.

L’operazione contro il nascondiglio del braccio destro di Al-Baghdadi è giunta dopo che, lunedì 9 aprile, quattro attentatori hanno attaccato il quartiere militare di Al-Askari, situato nel villaggio di Haditha. Durante gli scontri con le forze di sicurezza irachene, tre aggressori sono stati annientati, mentre il quarto è riuscito a farsi esplodere, uccidendo almeno 9 persone e ferendone altre 5.

Si tratta del secondo attacco che ha colpito il governatorato di Al-Anbar in 72 ore e dell’ultimo di una serie di attentati condotti nel territorio settentrionale dell’Iraq negli ultimi giorni, che sembrerebbero essere mirati a colpire le prossime elezioni parlamentari. Poche ore prima, nella serata di domenica 8 aprile, due attacchi suicidi avevano colpito la sede di uno dei partiti politici iracheni, situata nel territorio occidentale dell’Iraq, causando la morte di 4 persone e il ferimento di altre 7, tra le quali un candidato alle elezioni parlamentari, che si terranno nel Paese il 12 maggio 2018.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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