Turchia: 108 militanti curdi ‘neutralizzati’

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 14:53 in Iraq Turchia

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108 militanti curdi sono stati neutralizzati nel quadro di alcune operazioni incentrate nella Turchia sudorientale e nell’Iraq settentrionale nel corso della settimana appena trascorsa, hanno riferito le forze militari turche.

Sabato 7 aprile, nel corso di una riunione strategica settimanale, l’esercito di Ankara ha reso noto di aver neutralizzato 31 militanti appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) – organizzazione proscritta nel Paese – nelle province sudorientali di Tunceli, Mardin, Diyarbakir and Sirnak. Le forze turche hanno altresì comunicato che altri 77 militanti curdi sono stati neutralizzati durante alcune operazioni transfrontaliere tra Turchia e Iraq settentrionale. Sempre nella giornata di sabato, l’esercito aveva precedentemente divulgato che 6 militanti curdi erano stati neutralizzati durante un raid aereo, il quale era stato condotto nella regione di Kahurk, nell’Iraq del nord. L’esercito della Turchia utilizza il termine “neutralizzare” in riferimento alle operazioni militari in cui i membri delle forze nemiche vengano uccisi, feriti o catturati.

Nell’Iraq settentrionale, la Turchia conduce raid aerei contro gli obiettivi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) su base regolare. In tale regione, l’organizzazione illegale ha la sua base operativa lungo le catene montuose Qandil, tuttavia il gruppo ha recentemente minacciato di spingersi, con le proprie operazioni violente, verso la città di confine di Sinjar. Il governo di Ankara, da lungo tempo, lamenta che i combattenti del PKK hanno campo libero per operare indiscriminatamente e in tutta libertà dalle periferie della città irachena di Sinjar ai danni di obiettivi turchi. Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha affermato che, qualora un’operazione irachena contro i militanti dovesse fallire, il suo Paese farà tutto ciò che è necessario, alludendo alla possibilità di lanciare un’offensiva militare diretta e condotta in prima persona dalla Turchia.

Le forze turche sono attualmente dispiegate in un’operazione militare su ampia scala ad Afrin, nella Siria settentrionale, contro le milizie curde siriane delle People’s Protection Units (YPG), le quali, pur godendo del sostegno degli Stati Uniti, sono considerate da Ankara come una diretta estensione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Tuttavia, secondo le dichiarazioni rilasciate lunedì 19 marzo dal portavoce del governo e vice primo ministro turco, Bekir Bozdag, le forze turche non rimarranno ancora a lungo nel territorio di Afrin, bensì lasceranno la zona al più presto ai suoi “veri proprietari”.  In tale occasione, Bozdag ha sottolineato che la conquista del distretto ha notevolmente ridotto la minaccia nel territorio di confine, e che la Turchia ha raccolto con successo la maggior parte delle armi che gli Stati Uniti avevano inviato ai combattenti turchi delle YPG. Le affermazioni del portavoce del governo di Ankara sono giunte il giorno successivo alla conquista della città di Afrin da parte dei soldati turchi, sostenuti dall’Esercito siriano libero (Esl), avvenuta domenica 18 marzo. La vittoria è giunta dopo circa due mesi dall’inizio dell’operazione Ramo d’Olivo. Si tratta di una campagna militare che Ankara aveva lanciato il 20 gennaio, volta a liberare Afrin dal terrorismo e creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km al confine tra Siria e Turchia.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) è un partito politico e para-militare ritenuto illegale da Ankara e considerato un’organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti ed Unione Europea. Esso è impegnato a portare avanti una campagna di insorgenza bellica nella regione turca sudorientale, largamente popolata da curdi, da oltre 30 anni. Tali operazioni e scontri hanno finora provocato la morte di circa 40mila persone.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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