NAFTA: ancora nessun progresso nelle modifiche del patto

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 8:51 in Messico USA e Canada

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Stati Uniti, Messico e Canada non sono riusciti a fare passi avanti nel dialogo sul NAFTA, facendo sfumare le speranze di Washington di arrivare velocemente alla firma di un patto.

Il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, venerdì 6 aprile ha incontrato a Washington il rappresentante statunitense, Robert Lighthizer, e il ministro dell’Economia messicano, Ildefonso Guajardo, per discutere gli sviluppi dell’Accordo nordamericano per il libero scambio, o North American Free Trade Agreement (NAFTA). Tuttavia, non sono stati fatti progressi a riguardo, nonostante i lavori stiano proseguendo e andranno avanti nelle prossime settimane.

Per andare avanti nei negoziati, è necessario che le parti risolvano alcune problematiche, specialmente per quanto riguarda la richiesta, da parte degli Stati Uniti, che il numero di autoveicoli prodotti nei Paesi firmatari dell’accordo sia aumentato dal 62,5% all’85%, istituendo così regole più rigide sulla provenienza dei beni. Inoltre, l’amministrazione Trump richiede che almeno il 50% delle componenti di auto siano prodotte negli Stati Uniti.

La Freeland ha spiegato che i negoziati procederanno fin quando non si otterrà un patto con condizioni ottimali per tutte le parti. Lighthizer, da parte sua, ha sottolineato l’importanza di raggiungere un accordo prima dell’1 luglio, giorno in cui ci saranno le presidenziali in Messico. L’uomo, inoltre, ha espresso il desiderio di velocizzare i lavori per poter aggiornare al più presto i termini del patto regionale. Guajardo, invece, ha dichiarato che, durante l’incontro di venerdì, i rappresentanti dei tre Paesi si sono accordati per concentrarsi sul lavoro tecnico da farsi per trovare “un equilibrio che consenta al processo di andare avanti nella sua interezza”.

L’Accordo nordamericano per il libero scambio era stato firmato il 17 dicembre 1992 dall’ex presidente messicano, Carlos Salinas de Gortari, dall’ex presidente statunitense, George W. Bush, e dall’ex premier canadese, Brian Mulroney. Entrato in vigore l’1 gennaio 1994, il patto protegge la proprietà intellettuale, stabiliva l’immediata revoca dei dazi doganali su metà dei prodotti statunitensi in entrata in Messico e Canada e imponeva la rimozione di restrizioni presenti su beni quali tessili, computer, motoveicoli, componenti d’auto e prodotti agricoli.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sin dalla sua campagna elettorale aveva definito il patto “un disastro” e aveva spesso minacciato di tirarsene fuori, a meno che le parti non avessero applicato sostanziali cambiamenti alle condizioni, sostenendo che gli unici beneficiari dell’accordo erano Messico e Canada. Ad agosto 2017 le tre parti avevano quindi aperto una serie di negoziati per modificare il patto, senza tuttavia raggiungere risultati significativi. Trump aveva poi comunicato che sarebbe  rimasto flessibile fino a dopo le elezioni messicane per negoziare il NAFTA poiché, a suo dire, è difficile trattare su alcuni aspetti prima di tale evento.

Negli ultimi mesi, la mancanza di chiarezza per quanto riguarda il futuro del patto ha causato non pochi problemi alla valuta messicana e a quella canadese, preoccupando altresì i mercati finanziari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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