Giappone: attivata unità di marina per contrastare la Cina nel Mar Cinese Orientale

Pubblicato il 7 aprile 2018 alle 13:33 in Cina Giappone

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Sabato 7 aprile, il Giappone ha attivato la sua prima unità della marina dalla Seconda Guerra Mondiale, addestrata a contrastare l’occupazione delle isole giapponesi al confine con il Mar Cinese Orientale.

Il governo di Tokyo teme che tali aree siano vulnerabili ad un attacco da parte della Cina. In una cerimonia tenutasi presso la base militare nelle vicinanze di Sasebo, nell’isola sudoccidentale di Kyushu, circa 220 membri dell’Amphibious Rapid Deployment Brigade (ARDB), un’unità delle Forze di autodifesa giapponesi, hanno dimostrato di essere pronti all’azione facendo un’esercitazione di 20 minuti in cui simulavano la liberazione di un’isola dagli invasori.

Il vice ministro della Difesa, Tomohiro Yamamoto, ha spiegato che “date le crescenti difficoltà nella situazione della difesa e della sicurezza delle aree che circondano il Giappone, la difesa delle nostre isole è diventata obbligatoria”. La formazione di una brigata della marina giapponese è controversa, in quanto le unità anfibie potrebbero essere impiegate per minacciare i Paesi vicini al Giappone. Tuttavia, nella sua Costituzione, stilata dopo la Seconda Guerra Mondiale, Tokyo aveva rinunciato al diritto di dichiarare guerra, e per questo motivo il Paese è stato a lungo riluttante nel permettere alle proprie forze di difesa di condurre attività militari di questo tipo.

La formazione di questa nuova unità rispecchia la crescita della marina giapponese, che include altresì portaelicotteri, navi d’assalto anfibie, convertiplani da trasporto militare Osprey e veicoli d’assalto anfibi, volti a scoraggiare la Cina dal suo desiderio di ottenere un più facile accesso all’Oceano Pacifico. L’attivazione dell’Amphibious Rapid Deployment Brigade, composta da 2100 membri, porta il Giappone più vicino all’obiettivo di creare una forza simile alla Marine Expeditionary Unit, una task force dell’esercito statunitense in grado di eseguire operazioni in mare lontano dalla propria base.

Anche la Cina, da parte sua, ha aumentato le spese di difesa. Nel 2018, Pechino spenderà circa 176,56 miliardi di dollari per le sue forze armate, una cifra pari a tre volte quella decisa dal Giappone. La Cina rivendica alcuni gruppi di isole disabitate, note con il nome Senkaku in giapponese e Diaoyu in cinese, parte del suo territorio nazionale, ma il Giappone le ha “nazionalizzate” e le amministra di fatto dal 2012. Questo ha portato a un incremento della tensione bilaterale tra i due Paesi e, nonostante i vari tentativi di riavvicinamento, Pechino e Tokyo restano divise su questo punto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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