Premier pakistano in visita ufficiale a Kabul

Pubblicato il 6 aprile 2018 alle 12:39 in Afghanistan Pakistan

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Il primo ministro pakistano, Shahid Khaqan Abbasi, è giunto in visita ufficiale a Kabul, dove rimarrà per un giorno per incontrare il presidente afghano, Ashraf Ghani. Secondo quanto riferito dall’emittente afghana, Tolo News, Abbasi colloquierà anche con il capo dell’esecutivo, Abdullah Abdullah, e altri leader politici locali.  Al-Jazeera English riporta che i principali temi di discussione tra i due leader saranno i rapporti bilaterali, la lotta al terrorismo, il coinvolgimento del Pakistan nella guerra afghana, la questione dei rifugiati afghani, la lotta contro il traffico di droga e la situazione politica e di sicurezza regionale.

In merito alla lotta al terrorismo, giovedì 5 aprile, a margine dell’Islamabad International Counter-Terrorism Forum, Abbasi ha affermato che, dal momento che il Pakistan si è impegnato molto, la comunità internazionale dovrebbe giocare un ruolo maggiore nel cercare di risolvere le cause dell’estremismo. Secondo lui, nessun Paese al mondo ha impiegato 200.000 truppe per eradicare la minaccia terroristica, conducendo numerose operazioni civili e militari in tutto il territorio nazionale pakistano. Grazie all’impegno dell’esercito, oggi, secondo Abbasi, il Pakistan è molto più sicuro, tanto che la città di Karachi è stata eliminata dalla lista dei 10 centri urbani più pericolosi al mondo.

Nel corso dell’incontro con Ghani, il premier pakistano cercherà di accrescere la fiducia tra i due Paesi, dal momento che Kabul ha puntato il dito contro Islamabad numerose volte in merito alle attività dei talebani. Da anni, il Paskistan è accusato di essere un rifugio sicuro per i terroristi, tanto che tale questioni è al centro delle tensioni con gli Stati Uniti, che vanno avanti ormai dal 21 agosto 2017, data dell’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan, volta ad eliminare completamente la minaccia terroristica dalla regione. Nell’occasione, il presidente Trump minacciò di tagliare gli aiuti ad Islamabad, se le sue autorità non si fossero impegnate maggiormente nello sradicare gli estremisti dal proprio territorio.

Confinando per 2.500 km, il territorio di frontiera tra Afghanistan e Pakistan, per lo più montuoso e poco controllato, permette ai gruppi terroristici di operare attivamente tra i due Paesi. Le operazioni militari per eliminare la minaccia dei talebani in Pakistan, noti come Tehreek-e-Taliban (TTP), vanno avanti dal 2007 e interessano per lo più le aree tribali del Paese ma, nonostante gli sforzi, il governo americano, nel 2016, ha inserito il Pakistan tra i Paesi considerati rifugi sicuri per i terroristi. L’11 dicembre 2017, l’agenzia di stampa afghana in lingua inglese, Khaama Press, aveva reso noto che le autorità pakistane avevano proposto la creazione di gruppi di lavoro congiunti con Kabul, al fine di cercare di riportare la stabilità nei due Paesi asiatici. Islamabad sostiene altresì che, nonostante in passato abbia avuto una certa influenza sulla leadership talebana in Afghanistan, oggi non ha più alcun tipo di legame con i combattenti.

Un’altra questione di tensioni con Kabul è costituita dai rifugiati afghani che, ormai da decenni, sono residenti in Pakistan. Le politiche antiterrorismo pakistane hanno incluso anche una velocizzazione dei processi di rimpatrio di tali rifugiati, nonostante l’Afghanistan sostenga che Islamabad non sta facendo abbastanza. Per cercare di sedare la disputa, Abbasi ha reso noto che proporrà diverse iniziative per facilitare la profusione di cure mediche e dell’educazione ai cittadini afghani che risiedono in Pakistan, incentivando altresì gli spostamenti tra i due Paesi.

Infine, in merito al processo di pace afghano, i due leader affronteranno anche la proposta di tregua avanzata il 28 febbraio da Ghani ai talebani, al fine di terminare la guerra. L’offerta del leader afghano prevederebbe l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, l’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti e che prevedano ad una revisione costituzionale. In cambio, i talebani dovrebbero riconoscere il governo afghano e rispettare le sue leggi, tra cui i diritti delle donne. Al momento, tuttavia i combattenti non hanno ancora dato alcuna risposta ufficiale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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