Guardia Costiera libica: raddoppiati i salvataggi nei primi 3 mesi del 2018

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 14:28 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nei primi tre mesi del 2018, la Guardia Costiera libica ha compiuto più di 4.100 operazioni di salvataggio in mare nella tratta del Mediterraneo Centrale, tra la Libia e l’Italia, raggiungendo una cifra che è pari al doppio rispetto ai 2.500 soccorsi effettuati dalle navi delle Ong nello stesso periodo.

Si tratta di un’inversione di tendenza emersa dall’analisi dei dati relativi alla Libia che ha evidenziato un miglioramento nelle capacità di controllo e soccorso delle coste del Paese nordafricano da parte delle autorità di Tripoli. Ne è conseguito un drastico calo nel numero degli sbarchi in Italia che, dal primo gennaio al 5 aprile, è stato pari a 6.684, di cui 4.847 provenienti dalla Libia, secondo le stime del Ministero dell’Interno. Nello stesso periodo del 2017 erano giunti nel nostro Paese 24.778 migranti, di cui 24.035 partiti dallo Stato nordafricano. I dati attuali segnano una diminuzione di quasi l’80% rispetto all’anno passato. Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida del ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia, principale porto di partenza delle imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani, al fine di meglio gestire la crisi migratoria e contrastare le attività degli scafisti. Dopo il picco di giugno 2017, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23.526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11.459 a luglio, e a 3.918 ad agosto. Nel mese di settembre è stato riscontrato un nuovo lieve aumento, con 6.282 sbarchi sulle nostre coste, mentre nei mesi di ottobre, novembre e dicembre è stato registrato un nuovo calo. La maggiore competenza della Guardia Costiera libica ha portato altresì a una diminuzione dei morti nel Mediterraneo Centrale che, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), alla data del 25 marzo 2018, si è passati dai 498 del 2017 alle 359 vittime attuali.

Ansamed riferisce che, secondo le informazioni che provengono dalla Libia, la situazione sembra essere in miglioramento, soprattutto grazie all’intervento delle organizzazioni internazionali. Dal 28 novembre 2017 al 14 marzo 2018, l’IOM ha aiutato complessivamente 10.171 migranti a rientrare volontariamente nei Paesi di origine dalla Libia, a cui vanno aggiunti i circa 1.300 reinsediamenti  effettuati dalla UN Refugee Agency (UNHCR). L’11 novembre 2017, la Francia è stato il primo Paese europeo ad accogliere 25 migranti che erano stati evacuati dalla Libia in Niger dalla UN Refugee Agency. Tra il 22 e il 23 dicembre 2017, l’Italia ha inaugurato il primo corridoio umanitario con la Libia, accogliendo 162 individui provenienti dai centri di detenzione libici.

Il 19 marzo, l’ammiraglio Enrico Credendino, capo dell’Operazione Sophia ha annunciato che l’Unione Europea vuole prolungare l’addestramento della Guardia Costiera libica per respingere i flussi migratori verso l’Italia e ridurre le morti in mare. Secondo quanto riferito da Credendino, entro la fine del 2018, tra i 300 e i 500 membri del personale libico verranno addestrati nell’ambito dell’Operazione Sophia. Tale iniziativa è stata lanciata nel luglio 2015 dall’Unione Europea, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori che, attraverso il Mediterraneo, tentano di raggiungere l’Italia e l’Europa. Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Ancora oggi il potere politico è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani si approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.