Emigrazione venezuelana: Colombia teme catastrofe umanitaria

Pubblicato il 5 aprile 2018 alle 6:07 in Colombia Immigrazione

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La Colombia inizierà venerdì 6 aprile il censimento degli oltre 800.000 venezuelani che hanno cercato rifugio nel paese vicino sin dall’inizio della crisi economica e istituzionale che attraversa il loro paese. Il governo di Bogotà, tuttavia, teme il profilarsi all’orizzonte di una catastrofe umanitaria se il flusso di persone che attraversa quotidianamente il ponte Simón Bolívar si dovesse mantenere costante.

La Colombia ha affrontato l’emergenza migratoria negli ultimi due anni con grande tatto. Prima ha regolarizzato gli ingressi dal paese vicino legalizzando l’entrata tramite il Ponte Bolívar, un modo di scongiurare ingressi incontrollati attraverso una frontiera lunga 2.200 chilometri, il cui controllo capillare avrebe significato un eccessivo dispendio di uomini e mezzi. Successivamente Bogotà ha riconosciuto ai venezuelani il diritto di chiedere l’accesso alla pubblica istruzione e alle cure mediche fornite dalla stato. Il censimento è l’ultima iniziativa lanciata dalle autorità colombiane per controllare il fenomeno.

Il governo di Bogotà, tuttavia, teme di non riuscire più a gestire il flusso migratorio, andando incontro a una catastrofe umanitaria. Negli ultimi due anni il sistema sanitario colombiano ha concesso a cittadini venezuelani 68.000 permessi per accessi alle cure mediche, altre 155.000 domande sono al vaglio delle autorità, ma il paese, che affronta anche la difficile conversione dei guerriglieri delle FARC alla vita civile, riconosce di non avere i mezzi per garantire trattamenti adeguati a 800.000 persone, a maggior ragione se il flusso migratorio si dovesse mantenere costante.

Il flusso migratorio, in realtà, non si mantiene costante, è in forte aumento, tanto da avere spinto le autorità di Caracas a promettere “un piano di rientro” per gli emigrati. Il presidente Maduro in un polemico discorso nello stato di Lara ha avuto parole critiche nei confronti di chi lascia il paese. “Sono stati ingannati dalla propaganda e ora si sono pentiti – ha affermato il leader chavista – sono arrivati a Miami e adesso lavano WC.”

Maduro ha inoltre arringato la folla sostendo che lasciare la patria in un momento di crisi equivale a tradimento.

Prima di Pasqua gli Stati Uniti hanno varato 2,5 milioni di dollari in aiuto ai migranti venezuelani, cifra che dovrebbe essere in parte investita in Colombia. Anche l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati ha avviato una collaborazione con il governo colombiano.

Bogotà conta di terminare il censimento entro il prossimo 8 giugno e avviare un programma di assistenza adeguato alle necessità dei diversi migranti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

 

di Redazione

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