USA inseriscono partito politico pakistano nella lista delle organizzazioni terroristiche

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 8:29 in Pakistan USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno inserito il partito politico pakistano Milli Muslim Leage (MML) nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere, affermando che è un alias del gruppo Lashkar-e-Taiba, responsabile di diversi attacchi terroristici a Mumbai nel 2008.

Il Milli Muslim League è guidato dal leader islamista Hafiz Saeed, sul quale Washington ha posto una taglia del valore di 10 milioni di dollari. Saeed è altresì il fondatore di Lashkar-e-Taiba, conosciuta anche con il nome “Esercito dei puri”, presente sulla lista delle organizzazioni terroristiche degli USA. Tale gruppo è stato fondato in Afghanistan nel 1987 da Saeed, Abdullah Azzam e Zafar Iqbal, grazie anche al sostegno finanziario di Osama Bin Laden. Si vocifera che il suo quartier generale sia a Muridke, vicino Lahore, nella provincia del Punjab in Pakistan. Lashkar-e-Taiba gestisce anche alcuni campi di addestramento nella parte del Kashmir che ricade sotto l’amministrazione del Pakistan. Il suo scopo principale è l’instaurazione di uno Stato Islamico per imporre il suo dominio su tutto il sud-est asiatico. Tale gruppo terroristico è ritenuto responsabile della serie di attentati che colpì Mumbai tra il 26 e il 29 novembre 2008, in cui morirono quasi 200 persone. Saeed, tuttavia, ha sempre smentito il proprio coinvolgimento nella strage.

Martedì 3 aprile, il Dipartimento di Stato americano ha deciso di inserire il Milli Muslim League nella lista dei gruppi terroristici al fine di tagliare le risorse a Lashkar-e-Taiba, in modo da impedirgli l’organizzazione di nuovi attacchi. “Evitiamo gli errori: qualsiasi sia il nome del gruppo, rimane un’entità terroristica, quindi gli Stati Uniti supportano tutti gli sforzi per assicurare che Lashkar-e-Taiba non abbia un ramo politico che permetta l’uso della violenza”, ha affermato il Dipartimento di Stato. Al momento, il Ministero degli Esteri afghano non ha rilasciati alcun commento al riguardo. Allo stesso modo, nessuna dichiarazione è stata rilasciata da Saeed che, dal al gennaio 2017, si trovava agli arresti domiciliari. Il 22 novembre di quell’anno, una corte di Lahore ha rigettato una richiesta governativa che chiedeva il prolungamento degli arresti domiciliari di Saeed per altri 90 giorni, ordinando la sua liberazione. L’India ha accolto positivamente la mossa statunitense, sostenendo che, spesso, le organizzazioni terroristiche cambiano nome per continuare a operare indisturbate.

Il Pakistan considera Lashkar-e-Taiba un’organizzazione terroristica dal 2002, anche se ha sempre negato la sua responsabilità per gli attacchi di Mumbai. Nell’ottobre 2017, le autorità di Islamabad avevano impedito al Milli Muslim League di partecipare alle elezioni, in quanto alcuni suoi membri erano legati a Lashkar-e-Taiba.

La decisione americana potrebbe contribuire a peggiorare le relazioni tra Washington e Islamabad, già tese da mesi. In occasione dell’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione, avvenuto il 21 agosto 2017, il presidente Donald Trump aveva esortato il Pakistan, considerato un rifugio sicuro per i terroristi, a impegnarsi maggiormente nel contrasto dei militanti. Tali accuse sono sempre state smentite dal governo pakistano, il quale afferma di essersi distinto nella lotta contro il terrorismo, affrontando costi immensi, sia in termini di vite sia in termini di denaro. Ne è conseguito che, dopo quasi due mesi di colloqui sospesi, il 25 ottobre 2017, l’ex segretario di Stato Rex Tillerson si è recato a Islamabad, dove ha incontrato il primo ministro Shahid Kaqan Abbasi, per normalizzare nuovamente i rapporti. Dopo un’apparente riconciliazione le relazioni sono nuovamente peggiorate con l’inizio del 2018. Il primo gennaio, Trump ha tuonato contro il Pakistan su Twitter, accusandolo di prendere in giro Washington in merito alla lotta contro i terroristi e, tre giorni dopo, ha annunciato la sospensione degli aiuti al Paese asiatico. Dall’altra parte, il governo pakistano ha definito le mosse di Trump “completamente incomprensibili”, ritenendo che il Pakistan si è sempre impegnato molto nella lotta contro i terroristi. Per tutta risposta, il primo ministro Abbasi ha altresì minacciato di negare agli USA l’accesso a determinati territori afghani per rifornire le truppe della NATO in Afghanistan. Infine, il 26 marzo, l’amministrazione Trump ha sanzionato 7 compagnie pakistane accusate di essere coinvolte nel commercio di tecnologie nucleari. Secondo quanto riportato da Reuters, tale mossa mira ad ostacolare l’entrata del Pakistan nel Nuclear Suppliers Group (NSG), un gruppo di 48 Paesi fornitori nucleari che hanno il compito di monitorare e prevenire la proliferazione di tali tecnologie.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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