USA annunciano 50 miliardi di dollari di tariffe per 1.300 prodotti cinesi

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 12:33 in Cina USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha pubblicato una lista di circa 1.300 prodotti cinesi che potrebbero essere soggetti a nuovi dazi del valore complessivo di 50 miliardi di dollari.

Secondo quanto riportato dalla CNN, gli ufficiali americani vorrebbero altresì imporre una tariffa del 25% a tutti i prodotti cinesi della lista. Tra questi figurano gli equipaggiamenti medici, medicinali e l’industria dello spazio. L’amministrazione ha precisato che le nuove tariffe non entreranno in vigore nell’immediato, ma è previsto che il 15 maggio la questione venga discussa tra gli ufficiali per decidere le mosse definitive da attuare, entro il 22 maggio.

Si tratta dell’ultima manovra in ambito commerciale nei confronti della Cina, la quale ha condannato la lista della Casa Bianca, aggiungendo che affronterà la questione in seno alla World Trade Organization (WTO) per attuare “misure reciproche di eguale scala contro i prodotti americani”.

Ad avviso di esperti statunitensi, l’amministrazione Trump ha individuato correttamente i problemi commerciali con la Cina, ma ha adottato il rimedio sbagliato. “La Casa Bianca fa bene a voler ripristinare relazioni commerciali con la Cina basate sulla correttezza e sul rispetto, ma imporre tasse su prodotti che vengono utilizzati quotidianamente dai consumatori americani non è il giusto mezzo per raggiungere l’obiettivo”, ha spiegato il vicepresidente esecutivo della Cameria di Commercio americana, Myron Brilliant.  

La nuova lista di sanzioni è stata emessa in seguito alle dichiarazioni rilasciate il 28 marzo dal Ministero del Commercio cinese, il quale ha reso noto che la Cina “prenderà tutte le precauzioni necessarie per difendere i propri interessi commerciali”. Il Ministero degli Esteri di Pechino, in particolare, ha riferito che la Cina non ha intenzione di iniziare una guerra commerciale con gli USA, ma non ha paura di tale eventualità.  

Il 22 marzo, il presidente Trump aveva annunciato nuove tariffe e sanzioni del valore complessivo di 60 miliardi di dollari verso i beni cinesi per punire il furto di segreti tecnologici e commerciali da parte della Cina. Tali misure interessano circa 100 categorie commerciali delle importazioni di Pechino, dalle calzature all’elettronica e prevedono altresì restrizioni agli investimenti cinesi negli Stati Uniti. La mossa è avvenuta alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, che colpiranno anch’esse la Cina, ma che escludono invece Unione Europea, Canada, Messico, Australia, Brasile, Argentina e Corea del Sud, secondo quanto riferito dal rappresentante del commercio americano, Robert Lighthizer. Il giorno seguente, Pechino ha annunciato le proprie tariffe nei confronti di 128 prodotti americani, del valore di 3 miliardi di dollari, dichiarando che sono in risposta ai dazi sull’alluminio e sull’acciaio.

Secondo quanto riferito dal New York Times, prima dell’imposizione dei dazi sugli ulteriori 1.3000 prodotti cinesi designati dalla Casa Bianca, fino al 15 maggio ci sarà un periodo durante il quale le compagnie americane forniranno un feedback all’amministrazione per valutare la decisione finale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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