Trump vuole posizionare l’esercito al confine con il Messico

Pubblicato il 4 aprile 2018 alle 14:32 in Messico USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha intenzione di posizionare l’esercito al confine con il Messico fino a quando il muro non sarà completato.

Durante un pranzo con i leader degli Stati Baltici, tenutosi il 3 aprile, il leader della Casa Bianca ha spiegato che gli USA non possono permettere l’entrata illegale nei propri territori di flussi di persone. Dal momento che, a suo avviso, le politiche di controllo dei confini americani sono “pessime”, di comune accordo con il segretario per la Difesa, James Mattis, è stato deciso di inviare l’esercito a presidiare i lavori di costruzione del muro alla frontiera con il Messico. Entro breve tempo, è previsto un meeting con gli ufficiali della Difesa per attuare i provvedimenti necessari.

Le dichiarazioni di Trump sono state seguite da un comunicato della Casa Bianca, il quale precisa che la strategia del presidente prevede l’invio della Guardia Nazionale presso i confini messicani. La CNN spiega che gli ultimi commenti di Trump sono stati rilasciati in un momento molto caldo per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, in quanto, nelle settimane passate, il leader della Casa Bianca aveva esortato il Congresso ad adottare leggi più rigide.

Se Trump confermasse l’invio dell’esercito al confine, non sarebbe la prima volta che ciò avviene. Nel 2006, l’ex presidente George Bush inviò la Guardia Nazionale in California, Arizona, Nuovo Messico e Texas per rafforzare alcune zone di frontiera più vulnerabili, costruendo circa 1.000 barriere metalliche e instaurando un controllo aereo per intercettare i migranti che tentavano di entrare illegalmente nel territorio statunitense. E ancora, nel 2010, l’amministrazione Obama posizionò la Guardia Nazionale ai confini con il Messico per assistere la US Custom and Border Protection nella raccolta di materiale di intelligence e nelle operazioni di sorveglianza. Infine, nel 2014, in seguito ad un’ondata di migranti minori non accompagnati dal Centro America, il governatore del Texas, Rick Perry, richiese la presenza di 1.000 membri della Guardia Nazionale per assistere le forze di sicurezza texane nel controllare i confini.

Per richiedere l’intervento della Guardia Nazionale ci sono due modalità. La prima prevede che i governatori degli Stati facciano una richiesta. tale opzione, tuttavia, presenta un problema relativo al pagamento, in quanto non è chiaro se deva gravare sugli Stati stessi o se sul governo federale. La seconda modalità, invece, prevede che il Dipartimento della Difesa attivi direttamente la Guardia Nazionale.

Trump ha altresì fatto riferimento a una carovana di migranti originari dell’America Centrale che, negli ultimi dieci giorni, ha attraversato il confine tra il Guatemala e il Messico, in direzione degli Stati Uniti, affermando che è necessario velocizzare i controlli. Per tutta risposta, il ministro degli Esteri messicano, Luis Videgaray, ha riferito che la carovana nominata dal presidente si è dispersa gradualmente, e che non costituisce una minaccia per gli USA. Ad avviso di molti ufficiali messicani, Trump avrebbe dato un’eccessiva importanza a tale carovana, con la scusa di aumentare la pressione sul Messico.

Sempre il 3 aprile, Amnesty International ha emesso un comunicato in cui afferma che l’amministrazione Trump ha l’obbligo di proteggere coloro che cercano rifugio e di rispettare il loro diritto di richiedere asilo. La negazione di ciò, ad avviso dell’organizzazione, sarebbe una seria violazione del diritto umanitario e statunitense.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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