Sudafrica: è morta Winnie Mandela, volto della lotta contro l’apartheid

Pubblicato il 3 aprile 2018 alle 12:24 in Africa Sudafrica

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Winnie Madikizela-Mandela, ex moglie di Nelson Mandela e icona della lotta contro l’apartheid, è morta all’età di 81 anni, il 2 aprile.

In un comunicato, la famiglia ha reso noto che Winnie è deceduta presso il Netcare Milpark Hospital a Johannesburg, in Sudafrica, dopo una lunga malattia che l’aveva obbligata a ricoverarsi spesso dall’inizio dell’anno. “La signora Madikizela-Mandela è stata una delle più grandi icone della lotta contro l’apartheid, ha combattuto con vitalità contro tale regime e ha sacrificato la sua vita per la libertà del Paese”, recita il comunicato.

Winnie Mandela era conosciuta con l’appellativo di “Madre della Nazione” per via delle sue attività contro la minoranza bianca del Sudafrica. È stata sposata con l’ex presidente Nelson Mandela per 38 anni, di cui 27 trascorsi separati, mentre lui era imprigionato sull’isola di Robben, vicino a Cape Town. “Per tutto il tempo lei ha mantenuto il ricordo e le idee del marito, divenendo una degli esponenti principali della lotta per la giustizia e la liberà del popolo sudafricano”, ha precisato la famiglia nel comunicato. Winnie e Nelson si sono divorziati nel 1996, dopo due anni che era divenuto il primo presidente sudafricano di colore.

Winnie Mandela ha fatto parte del partito politico Congresso Nazionale Africano (ANC) fino al momento della sua morte. Una delle ultime visite ufficiali che ha ricevuto è stata quella dall’attuale presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, eletto il 15 febbraio, che a marzo è andato con lei a Soweto per incoraggiare i cittadini a registrarsi per votare nelle elezioni presidenziali del 2019. Lunedì 2 aprile, Ramaphosa ha elogiato Winnie Mandela come “un difensore per i diseredati e gli emarginati” e “una voce per i senza voce”. “Anche nei momenti più bui della nostra lotta per la liberazione, Mam ‘Winnie è stata un simbolo costante del desiderio del nostro popolo di essere libero”, ha affermato Ramaphosa in una dichiarazione. È previsto che l’11 aprile si tenga un evento commemorativo, mentre il 14 aprile ci saranno i funerali nazionali.

Nata nel 1936 nella provincia di Eastern Cape, Winnie Madikizela, figlia di un insegnante di storia, ha sposato Nelson Mandela all’età di 22 anni, nel 1958, quando era già divenuta un’attivista sociale. Negli anni dell’imprigionamento di Nelson Mandela, Winnie gli è rimasta accanto, avviando una campagna internazionale per il suo rilascio. Quando gli venne vietato di leggere i giornali, lei costituì l’unico collegamento con il mondo esterno. Mentre fuori dall’Africa Winnie Mandela è conosciuta per essere stata la moglie di Nelson Mandela, in Sudafrica è considerata il volto della lotta contro l’apartheid. Quando nel 1994 Mandela divenne presidente, Winnie fu eletta in Parlamento, ricoprendo la carica di vice ministro delle arti e delle scienze.

Il Sudafrica, uno dei Paesi africani con l’economia più sviluppata, dal 1948 al 1994 è stato governato da una minoranza di bianchi che ha instaurato il regime di apartheid, basato sulla separazione razziale. Durante quegli anni, i cittadini neri, che ancora oggi costituiscono l’80% della popolazione, non potevano possedere terreni al di fuori delle “Homelands”, appezzamenti di terra che erano stati assegnati dal governo bianco segregarli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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