Nigeria: attacco a Maiduguri, probabile Boko Haram

Pubblicato il 2 aprile 2018 alle 11:51 in Africa Nigeria

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Un attacco, di probabile matrice del gruppo terroristico Boko Haram, ha colpito la città di Maiduguri, nel nord-est della Nigeria, causando 15 morti e 68 feriti. Si tratta del più grave attentato da quando il governo si è aperto al dialogo con il gruppo jihadista.

Nella giornata di lunedì 2 aprile, un operatore sanitario nigeriano ha reso nota la notizia dell’attentato, il quale ha avuto luogo nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 aprile. Stando a quanto riportato da fonti interne all’esercito, l’attacco si è svolto a Bale Shuwari, un insediamento in prossimità di alcune caserme delle forze militari al limitare della periferia con la parte centrale di Maiduguri. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni militanti armati di pistole si sono infiltrati nell’insediamento e hanno sferrato un attacco che, da quanto ha riferito Bello Dambatta, presidente dell’équipe di pronto intervento sanitario dell’Agenzia per la gestione di emergenze SEMA, ha causato la morte di 15 civili e il ferimento di altri 68.

Si tratta dell’attacco più grave da quando il governo ha affermato, lunedì 26 marzo, di essersi aperto al dialogo e alle trattative con i terroristi di Boko Haram, al fine di accordarsi su un cessate-il-fuoco definitivo. La notizia, diffusa dal Ministero dell’Informazione della Nigeria, rappresenta il primo tentativo di trattativa del governo di Abuja con i terroristi dal 2009. Il ministro dell’Informazione, Lai Mohammed, in tale occasione aveva annunciato che, nel frattempo, era stata concordata una tregua di una settimana, iniziata il 19 marzo.

Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, ha fatto della sicurezza del Paese la sua priorità assoluta, e in passato aveva affermato che Boko Haram era stato sconfitto.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, è operativo in particolare a Maiduguri, e dall’agosto 2016 si è diviso in due fazioni, una capeggiata dal nuovo leader Abu-Musab al-Barnawi, e l’altra rimasta fedele al precedente capo, Abubakar Shekau, il quale è un fedele sostenitore del leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi. Lo scopo del gruppo, le cui fazioni si sono più volte scontrate da loro dalla scissione del 2016, è quello di stabilire uno Stato Islamico in Nigeria. Finora il movimento ha causato la morte di almeno 20mila persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450mila bambini stanno rischiando di morire di fame. La violenza dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2mila scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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