Egitto: Al-Sisi vince le elezioni con il 97% dei voti

Pubblicato il 2 aprile 2018 alle 17:09 in Africa Egitto

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L’attuale presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, ha vinto nuovamente le elezioni con il 97% dei voti, lunedì 2 aprile, assicurandosi il mandato per altri quattro anni. Le elezioni sono state molto criticate dai commentatori internazionali in quanto considerate poco credibili, senza una vera dialettica politica. Il presidente Al-Sisi si sarebbe assicurato facilmente un nuovo mandato eliminando dalle elezioni qualsiasi forma di opposizione.

L’unico vero sfidante di Al-Sisi durante le elezioni è stato Mousa Mostafa Mousa, un politico egiziano di 65 anni a capo del Ghad Party, che aveva in precedenza appoggiato il presidente Al-Sisi. Il politico Mousa avrebbe deciso di candidarsi per la presidenza del Paese, solo qualche ora prima della scadenza per la consegna delle candidature, a seguito del grande numero di candidati ritirati prematuramente dalla corsa. “Stiamo entrando in una giusta ed onorevole competizione per la vittoria”, aveva affermato il politico Mousa prima delle elezioni.

La commissione elettorale egiziana, a conclusione dello scrutinio delle schede elettorali, ha riportato la partecipazione alle elezioni del 41,5% degli aventi diritto. Si tratta di un risultato abbastanza deludente, soprattutto se confrontato con il 47% delle elezioni precedenti. “Le elezioni sono state una presa in giro per la popolazione. E’ tutto frutto di una fabbricazione”, ha rimarcato Sarah Yerkes, ricercatrice presso Carnegie-Endowment for International Peace.

Il primo mandato del presidente Al-Sisi, vinto nel 2014 a seguito della rimozione, da parte dei militari, dell’allora presidente Mohamed Morsi, era stato caratterizzato da alcune importanti promesse per il Paese, tra cui la lotta al terrorismo e il miglioramento dei fondamentali economici dell’Egitto. All’inizio del suo primo mandato, inoltre, i principali Paesi arabi, soprattutto Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, avevano finanziato molti investimenti in Egitto.

“La rapida infusione di denaro nel Paese da parte degli Stati del Golfo non è riuscita a risolvere la crisi economica dell’Egitto poiché questa è causata da fattori strutturali, quali, ad esempio, l’esplosione demografica e una cattiva pianificazione economica”, ha sottolineato James Gelvin, professore di storia moderna del Medio Oriente presso la UCLA.

A causa del possibile peggioramento dei tassi di disoccupazione e di disuguaglianza economica, il miglioramento dell’economia egiziana rimane uno degli obiettivi principali del secondo mandato del presidente Al-Sisi. Nonostante la grave crisi del Paese e le critiche rivolte al suo governo, il presidente Al-Sisi mantiene una buona base di sostenitori, i quali preferiscono la stabilità, che lui sembra in grado di garantire loro piuttosto, allo sviluppo di una piena democrazia in Egitto.

Accanto a questo blocco di cittadini, il presidente Al-Sisi continua a godere dell’appoggio dei settori forti della società, ovvero le forze militari, la burocrazia e il ramo giudiziario, e di alcuni Stati, tra cui Arabia Saudita e Stati Uniti, che auspicano il mantenimento dello status quo nella regione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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