Il Senegal e il terrorismo

Pubblicato il 1 aprile 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Senegal

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Senegal, Paese dell’Africa occidentale, dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel settembre del 1960, è riuscito a compiere una transizione democratica pacifica tanto che, ad oggi, viene considerato un modello di democrazia da tutta l’Africa. La sua stabilità ha fatto sì che la autorità di Dakar fossero in grado di organizzare missioni di peacekeeping nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia e in Kosovo.

In merito alla lotta al terrorismo, il governo di Dakar collabora a stretto contatto con gli ufficiali di sicurezza e delle forze dell’ordine americane per rafforzare le loro capacità investigative e di gestione di eventuali attacchi. La serie di attentati che ha colpito il Mali, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso nel 2015 e all’inizio del 2016 ha fatto aumentare l’allerta anche in Senegal, le cui autorità temono di poter subire un attentato. Per tale ragione, il governo di Dakar ha adottato una serie di misure legislative e strutturali per affrontare nel modo più efficace la minaccia posta dall’attività terroristica nella regione. Tali cambiamenti, tuttavia, non sono entrati in vigore fino al 2016. Secondo il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, il problema del terrorismo in Senegal è anche interno, in quanto sono presenti diversi piccoli gruppi che promuovono ideologie estremiste che hanno destato l’attenzione delle autorità.

Per quanto riguarda la legislazione antiterrorismo, il governo senegalese ha apportato diversi cambiamenti alla propria struttura nel corso del 2016. Nel mese di febbraio, è stato creato un quadro inter-ministeriale per l’organizzazione e la coordinazione di operazioni antiterrorismo. Nel mese di novembre, invece, le autorità hanno effettuato cambiamento al Codice Penale e al Codice delle Procedure Penali, accrescendo le pene per i soggetti accusati di terrorismo. Infine, nel mese di dicembre, il presidente Macky Sall e il premier Mohammed Dionne, hanno firmato una legislazione, unica nell’Africa occidentale, che ha consolidato i servizi dell’intelligence nazionale ed ha espanso le capacità investigative relative al terrorismo. Tale legge permette agli ufficiali dell’intelligence di portare determinati casi direttamente di fronte ai pubblici ministeri, ai quali è stato dato il potere di supervisionare e dirigere gli ufficiali di polizia all’interno di una squadra speciale di investigatori selezionati. Il Ministero della Giustizia senegalese ha altresì creato un pool specializzato antiterrorismo formato da 4 pubblici ministeri e da 7 giudici investigativi, con sede a Dakar, che ha la giurisdizione nazionale per i casi di terrorismo.

La gendarmeria senegalese e la polizia nazionale detengono unità speciali che hanno il compito di prevenire e sventare atti di terrorismo. Il Senegal sta altresì lavorando duramente per aumentare le capacità delle proprie forze, partecipando a diverse iniziative multilaterali, come il Global Counteterrorism Forum (GCTF’s) Border Security Initiative e i programmi dell’Unione Africana e l’Economic Community degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS). Per di più, il governo di Dakar sta collaborando con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) per promuovere la coordinazione tra le agenzie di frontiera e per creare nuovi punti congiunti di entrata, grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea e del governo del Giappone. Con il sostegno finanziario americano, invece, l’IOM sta attuando un programma complementare per migliorare le capacità istituzionali di sicurezza dei confini nazionali senegalesi. Ciò includerà lo sviluppo e l’enfasi per un maggiore impegno della comunità e per lo sviluppo di approcci più coerenti alla gestione delle frontiere, alla cooperazione tra agenzie e al coordinamento, interoperabilità transfrontaliera e fiducia tra comunità di confine e funzionari della sicurezza. Tutto ciò contribuirà a stabilire frontiere aperte ma ben controllate, garantendo il pieno rispetto dei diritti umani delle persone in movimento. Il Senegal ha inoltre partecipato a programmi di rafforzamento delle capacità del governo anti-terrorismo degli Stati Uniti, incluso il Programma di assistenza antiterrorismo del Dipartimento di Stato, e ha ricevuto finanziamenti e formazione significativi dal governo francese. Gli ufficiali senegalesi hanno individuato la mancanza di controlli adeguati presso ai confini come il principale punto debole della sicurezza nazionale, che viene minacciata dall’assenza di un sistema che assicuri monitoraggi per i documenti dei viaggiatori e l’uso efficace delle liste dei sospettati terroristi. I confini meridionali e orientali del Paese africano dispongono di minori risorse per contrastare l’entrata degli estremisti nei propri territori e, per di più, le diverse entità governative collaborano poco tra di loro.

Nel 2016, importanti azioni di contrasto hanno incluso l’arresto, nel mese di giugno, di un leader religioso accusato di terrorismo, che è stato poi condannato a 30 mesi di carcere. Altre 10 persone sono state arrestate durante l’anno con l’accusa di aver cospirato per commettere atti terroristici legati a Boko Haram. Un cittadino senegalese è stato arrestato in Mauritania ed estradato in Senegal a luglio 2016 con l’accusa di cospirazione terroristica, venendo trovato in possesso di materiale esplosivo. Altri 3 individui sono stati arrestati e accusati di aver trasmesso la propaganda estremista attraverso i social media.

In materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, il Senegal è un membro dell’Inter-Governmental Action Group contro il riciclaggio di denaro nell’Africa occidentale. L’unità di intelligence finanziaria nazionale, la National Financial Intelligence Processing Unit, è un membro dell’Egmont Group of Financial Intelligence Units. A livello regionale, il Senegal applica la stessa legislazione anti-riciclaggio e anti-finanziamento del terrorismo che è adottata dagli Stati membri del West African Economic and Monetary Union (WAEMU). Nel 2016, Dakar non ha emanato nuove leggi o regolamenti sul contrasto al finanziamento del terrorismo, ma ha perseguito un individuo in base ai regolamenti vigenti. Mentre il Senegal criminalizza tale pratica, non considera un reato la fornitura di fondi alle organizzazioni terroristiche o ai singoli terroristi in assenza di un legame con un atto terroristico specifico. Il Senegal non dispone altresì di misure specifiche per condannare la fornitura di sostegno ai foreign fighter. Infine, le autorità di Dakar hanno stanno rispettando il regime di sanzioni contro l’ISIS e al-Qaeda del Consiglio di sicurezza dell’ONU (UNSC), anche se le procedure per l’accesso e il congelamento di beni dei soggetti quotati non sono state ancora chiarite nei regolamenti esistenti.

In merito al contrasto all’estremismo violento, il report del governo americano riferisce che la cultura e tradizioni religiose del Paese africano hanno reso la società senegalese particolarmente resistente alle ideologie fondamentaliste. L’Islam in Senegal è organizzato in diverse influenti confraternite di sufi che sono generalmente tolleranti e non predicano l’ideologia estremista. Queste fratellanze sono anche abbastanza resistenti alle influenze esterne. Ci sono state indicazioni, tuttavia, che un piccolo numero di leader religiosi abbia abbracciato l’ideologia fondamentalisti. A dicembre, il presidente Sall ha approfittato di un’importante celebrazione religiosa musulmana per raggiungere i leader delle confraternite senegalesi per evidenziare il ruolo che svolgono nel contrastare l’estremismo violento e chiedere il loro sostegno, soprattutto nel settore dell’istruzione.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, il Senegal è un membro dell’Onu, dell’Unione Africana, dell’ECOWAS e di altri organi importanti come, il Trans-Sahara Counterterrorism Partnership e la Partnership for Regional East Africa Counterterrorism.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.