ONU: necessari 150 milioni di dollari per gli sfollati siriani

Pubblicato il 31 marzo 2018 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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Le organizzazioni umanitarie in Siria hanno bisogno di 150 milioni di dollari per fornire aiuti urgenti a circa un quarto di milione di persone, che sono state recentemente sfollate a causa dei bombardamenti delle forze governative nel territorio del Ghouta orientale e dell’offensiva turca nel nord del Paese.

Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Siria, Ali Al-Zaatari, ha riferito che almeno 80.000 persone sarebbero fuggite dall’enclave dei ribelli, nel Ghouta orientale, dove le forze governative del presidente Bashar Al-Assad, sostenute dagli alleati russi, hanno intensificato l’offensiva a partire dal 18 febbraio, causando la morte di almeno 1.600 persone in cinque settimane. Secondo Al-Zaatari, almeno 50.000 persone starebbero vivendo in luoghi di fortuna e avrebbero bisogno di aiuti urgenti.

A queste persone si aggiungono i civili che sono stati sfollati nel nord della Siria, in seguito all’avvio dell’operazione Ramo d’Olivo, la campagna militare lanciata dalla Turchia nel distretto di Afrin il 20 gennaio e che ha portato, il 18 marzo, all’espulsione delle People’s Protection Units (YPG) dalla città. Si tratta di circa 180.000 siriani, che si sono rifugiati nella città di Tal Rifaat, per sfuggire ai combattimenti. Le condizioni di vita di tali persone sono rese ancora più precarie dal fatto che, il 25 marzo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato che Tal Rifaat, situata nel governatorato di Aleppo, nel nord-ovest della Siria, sarebbe stata il prossimo obiettivo dell’offensiva turca.

Mercoledì 28 marzo, Al-Zaatari ha dichiarato che “i finanziamenti stanno arrivando, ma sono inferiori alla quantità richiesta”. Stando alle informazioni riportate dalla Croce Rossa internazionale lunedì 26 marzo, i bambini che sono fuggiti dal Ghouta orientale soffrono di diarrea, pidocchi e malattie della pelle e avrebbero percorso numerosi chilometri a piedi per raggiungere un riparo in cui rifugiarsi. Questi ripari sono sovraffollati, non sono forniti di docce o bagni e il livello igienico è scarso.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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