Libia: esplode autobomba dell’ISIS, 6 morti

Pubblicato il 31 marzo 2018 alle 15:13 in Africa Libia

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Venerdì 30 marzo, un’autobomba, poi rivendicata dall’ISIS, ha causato la morte di 6 persone presso un checkpoint nella Libia orientale.

L’ordigno esplosivo è stato innescato presso l’area orientale di Ajdabiya, secondo quanto ha riferito Fawzy al-Mansouri, che presiede alle operazioni urbane del distretto. Al-Mansouri ha altresì aggiunto che tutte le 6 vittime dell’attentato appartenevano a un unico nucleo familiare, e che in aggiunta ai morti, 5 soldati sono rimasti feriti dall’esplosione. A rivendicare l’attacco, nella giornata di venerdì 30 marzo, è stato lo Stato Islamico, attraverso la sua agenzia di stampa, Amaq.

L’attacco di venerdì giunge a meno di una settimana di distanza da un raid aereo effettuato dagli Stati Uniti in Libia. Tale offensiva via cielo è avvenuta sabato 24 marzo, nella regione Ubari, che si trova a sud di Tripoli, a circa 620 miglia di distanza dalla capitale del governo riconosciuto a livello internazionale. Il raid americano ha causato la morte di due militanti di alto rango del gruppo terroristico al-Qaeda, tra cui il reclutatore Mustafa Abu Dawud. Gli Stati Uniti avevano apertamente tacciato Abu Dawud di essere un “terrorista riconosciuto a livello mondiale”, sostenendo che fosse coinvolto in attività terroristiche dal 1992.

Negli ultimi anni, le forze statunitensi avevano eseguito incursioni aeree occasionali contro i militanti libici. Inoltre, nel 2016 avevano lanciato una campagna aerea contro lo Stato Islamico diretto alla sua ex roccaforte libica, Sirte, mentre le forze locali lottavano per cacciare i jihadisti dalla città. Nel 2017, gli Stati Uniti avevano dichiarato di aver ucciso dozzine di sospettati grazie ai raid aerei eseguiti in aree desertiche a sud di Sirte, con l’obiettivo di evitare che si ricreassero gruppi di militanti.

Attualmente, nel Paese esistono due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e dall’Italia, ha sede nella città di Tripoli; si tratta di un governo di accordo nazionale, ufficialmente stabilito dalle Nazioni Unite il 30 marzo 2016. Il secondo, invece, sostenuto dal Qatar, si trova a Tobruk e rivendica la legittimità politica; esso gode altresì della protezione di Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Allo stato attuale, il governo di Tripoli deve affrontare continui scontri e sommosse portate avanti dal governo di Tobruk. La Libia è attualmente dilaniata dalla guerra civile, scoppiata il 17 febbraio 2011, e peggiorata a partire dal 21 ottobre 2011, giorno che ha segnato l’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi. Gheddafi governava il Paese dal 1969, e alla sua morte è corrisposta una crescente proliferazione di armi, violenza settaria e caos politico.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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