Libano: drone israeliano si schianta nel sud del Paese

Pubblicato il 31 marzo 2018 alle 13:15 in Israele Libano

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Nottetempo, un drone israeliano si è schiantato al suolo nel Libano meridionale; a riferirlo sono stati l’esercito israeliano e l’emittente di Hezbollah, al-Manar TV.

Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 marzo, un aereo spia militare senza conducenti è precipitato tra i villaggi di Beit Yahoun e Baraachit, nel sud del Libano. A riferirlo è stata in un primo momento l’emittente al-Manar, affiliata di Hezbollah e operante da Beirut. In un secondo momento, un comunicato rilasciato dall’esercito israeliano ha confermato la notizia, rendendo noto che il drone è precipitato al suolo a causa di un malfunzionamento tecnico, e che le dinamiche dell’incidente stanno venendo analizzate dalle forze militari israeliane. Il messaggio inoltre assicura che non si corre alcun pericolo di fughe di notizie.

Israele, negli ultimi mesi, ha condotto numerosi raid aerei in territorio siriano; secondo il governo, tali attacchi sono indirizzati contro obiettivi iraniani e contro i combattenti del gruppo libanese sciita Hezbollah, appoggiato dall’Iran. Sheikh Naim Qassem, il vicepresidente di Hezbollah, durante un’intervista del 15 marzo, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che il suo gruppo non pensa che Israele voglia iniziare una guerra con il Libano, allo stato attuale, ma che ad ogni modo si tiene preparato per l’eventualità. L’ultimo conflitto combattuto tra i due Paesi risale al 2006.

Nel 2012, Hezbollah, forte della sua ala paramilitare, si è unito ai combattimenti della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, a sostegno del presidente del Paese, Bashar al-Assad. Da allora, il gruppo sciita ha giocato un ruolo di primo piano nel prestare aiuto al governo di Assad a sconfiggere i ribelli sunniti, a loro volta appoggiati dagli Stati Uniti e da Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Alcuni ufficiali israeliani e statunitensi affermano che l’Iran stia aiutando Hezbollah a costruire centri industriali dove poter mettere a punto missili guidati ad alta precisione. Hezbollah è alla testa di una coalizione di militanti sciiti, appoggiati da Teheran, la quale è stata dispiegata in Siria da Iraq, Afghanistan e Pakistan. Il crescente potere dell’Iran nella regione ha inoltre destato forti preoccupazioni tra i Paesi vicini, in primo luogo Israele.

I rapporti tra i due Paesi sono divenuti ancora più tesi nell’ultimo periodo a causa delle esplorazioni di gas naturale nel blocco 9, un’area marittima rivendicata sia da Israele sia dal Libano, dal momento che si trova in acque contese, al confine – non nettamente definito – tra i due Paesi. Il 19 febbraio, in occasione dell’inaugurazione della Conferenza sullo sviluppo e la stabilità nel mondo arabo, il comandante dell’esercito libanese, Joseph Aoun, aveva dichiarato che non avrebbe permesso a Israele né di violare la sovranità nazionale del Libano e il diritto del Paese a sfruttare le risorse che si trovano nelle sue acque, né di costruire un muro di confine tra i due Paesi. La decisione di costruire il muro di separazione sulla Blue Line – demarcazione di confine tra i due Stati sancita dall’Onu e vigente dal 7 giugno del 2000 – era stata annunciata, il 18 dicembre 2017, dal presidente del Libano, Michel Aoun.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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