Siria: ultimatum di Al-Assad nel Ghouta

Pubblicato il 30 marzo 2018 alle 10:22 in Russia Siria

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Il governo siriano ha dato un ultimatum a Jaish Al-Islam, l’ultimo grande gruppo di ribelli rimasto nel territorio del Ghouta orientale. L’aut aut, imposto nella notte di mercoledì 28 marzo, intimerebbe ai soldati della fazione di abbandonare l’enclave entro 3 giorni, secondo quanto riferito dalla televisione di stato siriana.  

Lo stesso giorno, un ufficiale siriano ha rivelato che le forze governative si stavano preparando per lanciare una grande operazione nell’enclave dei ribelli, nel caso in cui la fazione avesse deciso di non lasciare il territorio.

Giovedì 29 marzo, il portavoce della fazione, Ammar Al-Hassan, ha dichiarato che i suoi combattenti hanno respinto la richiesta del governo di lasciare il territorio. Jaish Al-Islam, che controlla la città di Douma, nel Ghouta orientale, è in trattative con la Russia per negoziare le condizioni per la fine delle ostilità con le forze governative siriane. Martedì 27 marzo, il gruppo aveva riferito che starebbe aspettando una risposta da Mosca in merito alla proposta avanzata dal gruppo domenica 25 marzo, nel contesto delle trattative con il governo siriano. Tale progetto prevedrebbe 5 punti, ovvero la permanenza dei ribelli nel territorio, l’accesso a tutte le istituzioni del governo siriano nella città di Douma, il rilascio dei prigionieri, il trasferimento dei feriti negli ospedali di Damasco e l’allontanamento di coloro che non vogliono rimanere nell’enclave.

Lo stesso giorno, giovedì 29 marzo, in occasione di una conferenza stampa che si è tenuta a Mosca dopo l’incontro con l’inviato speciale del segretario generale dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha annunciato che le truppe siriane avrebbero “quasi completamente mandato via i terroristi” dal Ghouta. In questo contesto, il ministro ha dichiarato: “Il risultato dell’operazione contro il terrorismo nel Ghouta è stato che i terroristi sono stati quasi completamente allontanati dall’enclave. La vita dei civili tornerà normale in questa area” e ha aggiunto che “la maggior parte dei ribelli è stata evacuata”. In merito all’accordo con Jaish Al-Islam, il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, ha dichiarato che le trattative sarebbero ancora in corso e ha aggiunto: “Ci sono contatti tra i gruppi di lavoro. Ci contattano, ci mandano lettere e ci telefonano, ci siamo incontrati. Ci sono possibilità che i negoziati continuino”.

Jaish Al-Islam è l’ultimo grande gruppo di ribelli ancora presente nell’enclave siriana. Le altre due principali fazioni dell’opposizione, Failaq Al-Rahman e Ahrar Al-Sham, sono state evacuate dall’area, nel contesto di un accordo raggiunto con le forze governative, sotto la supervisione della Russia, alleata del governo siriano. Il 22 marzo, il gruppo Failaq al-Rahman aveva annunciato l’imposizione del cessate-il-fuoco ad Arbin, nel Ghouta orientale, al fine di negoziare i termini per l’abbandono del territorio da parte dei soldati dell’opposizione. Il primo convoglio dei combattenti, insieme alle loro famiglie, era arrivato nell’area di Hama sabato 24 marzo. Il giorno precedente, i ribelli di Ahrar Al-Sham avevano deciso di terminare i combattimenti in cambio di un corridoio sicuro che permettesse loro di raggiungere il governatorato di Idlib, situato nord-ovest della Siria, ancora sotto il controllo dell’opposizione, o di essere assolti dalle autorità siriane, nel caso in cui decidessero di rimanere nell’area. Si era trattato del primo accordo di questo genere concluso tra la Russia e l’opposizione siriana all’interno dell’enclave. Le evacuazioni erano iniziate il giorno successivo, il 22 marzo.

Stando a quanto affermato da de Mistura, in occasione dell’incontro con il ministro della Difesa russo, Sergei Choigu, che si è tenuto a Mosca giovedì 28 marzo, “più di 130.000 rifugiati e più di 11.000 soldati armati” avrebbero lasciato il territorio del Ghouta attraverso i corridoi umanitari. In questo contesto, l’inviato dell’ONU ha dichiarato: “nei prossimi giorni, cominceremo a riportare le persone nelle loro case nel Ghouta e potranno condurre una vita normale”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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