Israele – Palestina: scontri nel Giorno della Terra

Pubblicato il 30 marzo 2018 alle 13:44 in Israele Palestina

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Sono iniziate le proteste del popolo palestinese nel territorio di confine tra Israele e la Striscia di Gaza, in occasione dell’anniversario dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, che si commemora il 30 marzo. Le manifestazioni sono aumentate nella mattinata di venerdì 30 marzo e avrebbero portato alla morte di 5 palestinesi e al ferimento di altre 365 persone. Stando alle informazioni riferite dalle Forze di Difesa israeliane, sarebbero almeno 17.000 i palestinesi che starebbero protestando nel territorio di confine tra Israele e Striscia di Gaza.

La prima vittima è stata uccisa nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 marzo, stando a quanto riferito dal portavoce del Ministero della Salute di Gaza  venerdì 30 marzo. Un carro armato israeliano ha ucciso un agricoltore e ferito un altro uomo nei presso del villaggio di Khan Younis. In questo senso, il Ministero ha dichiarato: “Omar Samour, 27 anni, è morto e un altro cittadino è stato ferito da un carro armato di Israele, che ha colpito gli agricoltori a est del villaggio di Qarara”. L’incidente è stato confermato anche da un portavoce dell’esercito israeliano, il quale ha dichiarato: “Nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 marzo, due sospettati si sono avvicinati alla barriera di sicurezza e hanno iniziato a comportarsi in modo sospetto. Il carro armato ha aperto il fuoco contro di loro”. 

Un secondo palestinese è stato ucciso nella mattinata di venerdì 30 marzo dal fuoco israeliano durante le proteste nell’area di confine. Si tratta di Mohammed Najjar, un ragazzo di 25 anni, ucciso con un colpito di pistola nello stomaco a est di Jabali, nel nord della Striscia di Gaza.

Le forze di sicurezza israeliane si trovano in uno stato di allerta e, mercoledì 28 marzo, erano state potenziate le truppe al confine con la Striscia di Gaza, dove sono stati inviati 100 tiratori scelti, con l’ordine di sparare, nel caso si verificasse una situazione di pericolo. Tali misure sono state adottate in previsione di una protesta di massa, che i palestinesi hanno organizzato nell’area in occasione dello Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, che si commemora il 30 marzo.

Giovedì 29 marzo, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, aveva informato il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, e il Consiglio di Sicurezza che Israele sarebbe ricorso al diritto di difendersi, in riferimento all’inizio delle proteste palestinesi.

Lo Yom Al-Ard è il giorno in cui i palestinesi ricordano l’uccisione di 6 cittadini arabi di Israele da parte delle forze di sicurezza israeliane, avvenuta il 30 marzo 1976, durante le manifestazioni contro la confisca dei territori palestinesi nel nord di Israele. Durante la protesta, che durerà sei settimane, le famiglie palestinesi vivranno nelle tendopoli piantate in un territorio di confine tra la Striscia di Gaza e Israele, adiacente alla frontiera israeliana, considerato un’area sensibile dalle forze israeliane, alla quale non i palestinesi non potrebbero avere accesso. La manifestazione, il cui obiettivo sarebbe il ritorno dei rifugiati palestinesi nei territori in cui adesso sorge Israele, si concluderà con una marcia di protesta, che si terrà martedì 15 maggio, in occasione dello Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui il popolo palestinese commemora l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la protesta sarebbe supportata da numerose fazioni palestinesi, tra le quali Hamas.

La manifestazione, che Hamas ha chiamato “marcia del ritorno”, inizierà venerdì 30 marzo, subito dopo la preghiera del pomeriggio, quando numerosi autobus condurranno le persone, provenienti da tutta la Striscia di Gaza, in cinque tendopoli, che si troverebbero a qualche centinaia di metri dal confine con Israele. La protesta dovrebbe rimanere pacifica per tutta la durata dell’evento, che si concluderà il 15 maggio. L’ultimo giorno è prevista una marcia verso l’area di confine, al fine di realizzare il “diritto al ritorno” dei rifugiati palestinesi nel territorio dove adesso sorge Israele. Già giovedì 29 marzo, i palestinesi hanno iniziato a piantare le tende nell’area.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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