Ghana: proteste contro patto militare con gli Stati Uniti

Pubblicato il 30 marzo 2018 alle 6:01 in Ghana USA e Canada

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La capitale del Ghana è stata invasa dalle proteste di migliaia di cittadini contro il rafforzamento della cooperazione difensiva con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Africa News, le manifestazioni sono dilagate in tutta la città, confluendo nel distretto finanziario, per opporre la crescente presenza militare americana nel Paese africano che, ad avviso dei cittadini, minaccia la sovranità del Ghana. “In qualità di cittadino, io sono qui per combattere per il mio Paese, sono contrario a vendere la nostra pace e la nostra sicurezza per 20 milioni di dollari”, ha commentato un commerciante 49enne riferendosi ad un accordo militare che Accra e Washington hanno firmato. La polizia ha stimato che circa 3.500 persone hanno partecipato alle proteste.

Molte potenze internazionali, tra ci gli USA e la Francia, mirano ad accrescere la propria presenza militare nella regione del Sahel che, dal 2001, è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista. Negli ultimi anni, l’area pullula di terroristi di al-Qaeda e dell’ISIS, i quali costituiscono una minaccia sempre più grande non solo per i Paesi africani, ma anche per l’Europa. Ad avviso del direttore esecutivo del World Food Program, David Beasley, il trasferimento dei jihadisti dell’ISIS dal Medio Oriente all’Africa potrebbe provocare una nuova crisi migratoria nel Mediterraneo. In particolare, Beasley ritiene che molti militanti fuggiti dalla Siria e dall’Iraq in seguito alla sconfitta militare dello Stato Islamico stiano raggiungendo la regione del Sahel per collaborare con i terroristi di Al-Qaeda, al-Shabaab e Boko Haram. Per contrastare la minaccia islamista, nel febbraio 2017 è stato creato un nuovo corpo antiterrorismo, chiamato G5 Sahel, composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel.

In base all’accordo firmato la scorsa settimana, gli Stati Uniti investiranno circa 20 milioni di dollari in Ghana per equipaggiare e addestrare le sue truppe. In cambio, Washington potrà posizionale i propri soldati, importare il materiale militare senza tasse e avere libero accesso allo spettro radio del Paese africano. Nonostante i due Paesi intrattengano buone relazioni, molti cittadini ritengono che tale patto sia un passo troppo lungo.  Per cercare di calmare le acque, l’ambasciata americana ad Accra ha emesso un comunicato in cui ha assicurato che Washington non ha intenzione di stabilire una base militare in Ghana.

Il personale della difesa statunitense posizionato in Africa ammonta a circa 7.200 membri, la maggior parte dei quali è concentrata presso la base militare statunitense in Gibuti, Camp Lemmonier, la più grande che gli USA hanno in tutto il continente. Gli altri soldati sono smistati in altre 32 postazioni più piccole.

Il Ghana è stato il primo Paese dell’Africa subsahariana a ottenere l’indipendenza dal dominio coloniale britannico nel 1957. La storia sua storia è stata marcata sia dallo sviluppo e dal progresso nell’ambito dell’educazione e della salute, sia da battute d’arresto causate da problemi economici, di stabilità politica e di corruzione. La transizione democratica del Paese è avvenuta tramite il trasferimento pacifico di potere dal leader storico, John Mahama, al nuovo presidente eletto, Akufo-Addo, che ha vinto le elezioni politiche nel dicembre 2016. Secondo quanto riportato da Amnesty International, le violazioni dei diritti dei bambini e delle donne e le discriminazioni contro i disabili persistono in tutto il Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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