UE – NATO: annunciato piano per aumentare la mobilità militare

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 16:26 in Europa NATO

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L’Unione Europea ha annunciato un piano per accrescere la mobilità militare in Europa. Ad avviso della NATO, tale piano, chiamato Action Plan for Military Mobility, è vitale nell’eventualità di un conflitto con la Russia, al fine di evitare rallentamento nel dispiegamento delle forze e nell’invio di armi o di materiale militare.

L’iniziativa, spiega Reuters, costituisce un test per valutare l’impegno dell’UE a coordinarsi maggiormente con la NATO, la quale ha determinati standard relativi alle strade, ai ponti e agli aeroporti militari. L’emittente ritiene che, nel caso in cui l’Unione Europea dovesse progettare un sistema proprio, creando un duplicato, non sarebbe cosa gradita agli Stati Uniti, i quali non possiedono più lo stesso livello di personale posizionato in Europa rispetto agli anni della Guerra Fredda. “Facilitando la mobilità militare attraverso l’Europa, saremo in grado di prevenire crisi e più efficienti nell’attuare le nostre missioni”, ha affermato l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini.

È previsto che il nuovo piano venga discusso tra i governi europei e in seno al Parlamento europeo. Per di più, alla luce di un programma pilota attuato nel corso del 2017 per identificare i punti più vulnerabili lungo le rotte del Mar Baltico, zone in cui la Russia conduce spesso esercitazioni militari e dove ha costruito la base aerea a Kaliningrad, entro il 2019, la Commissione europea indicherà le migliori tratte per i trasferimenti militari. L’iniziativa è in linea con il progetto di instaurare un’Unione di Difesa entro il 2025.

In seguito all’annessione della Crimea alla Russia nella primavera del 2014, mossa che è stata opposta e condannata dalla NATO, l’alleanza atlantica ha preso una serie di decisioni per aumentare la difesa dei territori europei, soprattutto quelli al confine con la Russia. In occasione del vertice NATO del 5 settembre 2014 in Galles, i ministri della difesa dei 28 Stati membri dell’alleanza istituirono il Readiness Action Plan (RAP), un pacchetto di misure per rispondere al mutato contesto di sicurezza nei territori dell’est Europa. L’obiettivo del piano era quello di rafforzare la difesa e di scoraggiare possibili aggressioni contro gli Stati dell’Europa centrale e dell’est. A tal proposito, la NATO stabilì 8 piccoli quartier generali chiamati Force Integration Units (NFIUs), in Bulgaria, Paesi baltici, Polonia, Romania e Slovacchia. I NFIUs non sono basi militari, ma costituiscono un link vitale per facilitare il rapido dispiegamento delle forze dell’alleanza nei Paesi dell’Europa centrale e dell’est, così da fornire un supporto più efficiente e veloce. Il summit NATO di Varsavia, tenutosi il 7-8-9 luglio 2016, ha segnato l’entrata in vigore del Readiness Action Plan e degli NFIUs. Nell’occasione, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg dichiarò che l’alleanza atlantica avrebbe dispiegato quattro battaglioni di combattimento multinazionali nei tre Stati baltici e in Polonia, e che avrebbe trasformato la brigata presente in Romania in una brigata internazionale per rafforzare la presenza della NATO nella parte sud-est dell’alleanza. Stoltenberg specificò che tali decisioni non miravano a creare tensioni con la Russia ma, al contrario, l’obiettivo della NATO era quello di mantenere un dialogo costruttivo con Mosca, aiutando allo stesso tempo i propri membri ed i propri partner a diventare più forti per mantenere la stabilità nella regione. Dall’inizio del 2017, truppe dell’alleanza atlantica sono iniziate ad arrivate nei Paesi dell’Europa centrale e dell’est, posizionandosi ai confini con la Russia e fornendo supporto militare agli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), ma anche a Polonia, Norvegia, Slovacchia, Montenegro e Romania.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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