Siria: 855 civili uccisi dalla coalizione USA

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 13:24 in Siria USA e Canada

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La coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq ha ammesso di aver causato la morte di altri 14 civili in Siria, portando il numero totale delle vittime ad almeno 855, dall’inizio dell’operazione Inherent Resolve.

In un comunicato, emanato mercoledì 28 marzo, la coalizione ha dichiarato di aver completato le indagini in merito alle potenziali vittime degli scontri che si sono verificati in Siria contro lo Stato Islamico e ha confermato di essere responsabile della morte di 14 civili, uccisi negli scontri combattuti tra il maggio 2017 e il gennaio 2018. Tra queste persone, 5 sarebbero state uccise nei pressi di Albu Kamal, durante gli attacchi aerei contro uno dei leader dell’ISIS.

Al momento, sarebbero in corso le indagini per verificare la responsabilità della coalizione in altri 522 report sulla morte di civili. Secondo quanto riferito nel documento, nel periodo compreso tra l’agosto 2014 e il febbraio 2018, la coalizione avrebbe condotto 29.225 raid aerei in Iraq e in Siria.

Gli Stati Uniti sono entrati nel conflitto siriano nel 2014 con l’operazione Inherent Resolve, nonostante la contrarietà del presidente siriano Bashar Al-Assad, che aveva definito l’intervento americano “illegittimo e illegale”. Inherent Resolve è l’operazione militare statunitense contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, avviata il 15 giugno 2014, dopo la richiesta ufficiale di sostegno avanzata dal governo iracheno. La missione americana in Siria era iniziata come un supporto militare alle forze curde che combattono l’ISIS. In seguito si è espansa includendo altresì altre missioni mirate a mantenere la pace tra le forze del regime e i ribelli siriani e ad aiutare nella ricostruzione del Paese.

Dopo la sconfitta territoriale dell’ISIS in Siria, annunciata dalla Russia il 7 dicembre 2017, il 17 gennaio, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in un discorso sulla strategia degli Stati Uniti per aiutare a porre fine alla guerra civile siriana, tenuto presso la Stanford University, aveva dichiarato che le forze americane sarebbero rimaste in alcune aree del Paese per un periodo di tempo indefinito. Tale decisione farebbe parte di una più ampia strategia mirata a prevenire la rinascita dello Stato Islamico, a spianare la strada, a livello diplomatico, all’eventuale allontanamento del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e a ridurre l’influenza dell’Iran nella regione.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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