Mali: attacco contro un hotel nel centro del Paese

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 12:28 in Africa Mali

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Uomini armati hanno ucciso una persona e ne hanno ferite almeno altre 2 nel corso di un attacco contro l’hotel la Falaise nella città di Bandiagara, nel Mali centrale, generalmente frequentata dallo staff dell’Onu e di altre agenzie. Secondo quanto riportato da Reuters, l’attacco sarebbe avvenuto la sera di mercoledì 28 marzo.

Soltanto due giorni prima, il premier maliano, Soumeylou Boubeye Maiga, si era recato a Bandiagara, dove aveva tenuto un discorso promettendo alla popolazione di sconfiggere la minaccia dei militanti islamisti, i quali hanno gettato le regioni del nord e del centro del Mali nel caos. In base alle prime ricostruzioni, sembra che almeno 5 uomini armati abbiano iniziato a sparare contro i passanti di fronte all’entrata dell’hotel, intorno alle 9:30 di sera locali. “Stavano camminando con calma, sembravano normali, poi una volta arrivati di fronte all’albergo hanno tirato fuori i fucili e hanno cominciato a sparare”, ha riferito un autista che ha assistito alla scena. La vittima sarebbe il soldato che stava all’entrata, mentre anche uno degli attentatori sarebbe stato ucciso dal fuoco della polizia.

Maiga, insieme a 8 ministri, ha iniziato un tour di 9 tappe la scorsa settimana che mira a raccogliere i consensi per sostenere il governo del presidente Ibrahim Boubacar Keira, in vista delle elezioni del prossimo 29 luglio. Il tour ha previsto alcune fermate in aree raramente visitate dagli ufficiali governativi a causa della scarsa sicurezza.

Il Mali, Paese dell’Africa occidentale, è da tempo teatro di scontri tra gruppi armati. In particolare, la sicurezza dello Stato è peggiorata da quanto, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori a nord che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel sud del Paese. Al-Qaeda del Maghreb (AQIM) è attiva in Mali, dove ha compiuto un attentato, il 20 novembre 2015, contro un hotel di Bamako, in cui sono morte 20 persone. Da allora è stato indetto uno stato di emergenza, che è stato prolungato per sei mesi lo scorso aprile. La regione centrale del Mali, un tempo pacifica, è ormai divenuta un nuovo obiettivo delle violenze terroristiche. L’attacco precedente si era verificato il 2 marzo a Mopti, dove 4 peacekeeper dell’Onu originari del Bangladesh sono morti, mentre altri sono stati feriti, in un’esplosione.

Il Mali fa parte del G5 Sahel, un nuovo corpo antiterrorismo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso. Tale organo è stato creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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