Egitto: Al-Sisi in testa con il 90% dei voti

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 15:17 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, sarebbe in testa con il 90% dei voti e si preparerebbe a iniziare il suo secondo mandato, che durerà per quattro anni, fino al 2022. Il risultato ufficiale verrà comunicato lunedì 2 aprile, stando a quanto annunciato dal portavoce della Commissione elettorale nazionale, il consigliere Mahmoud El-Sherif.

Secondo i risultati preliminari dello spoglio dei voti, riportati dal quotidiano nazionale egiziano Akhbar El-Youm, il presidente in carica avrebbe ottenuto 21,5 milioni di voti, mentre a favore dell’oppositore, Moussa Mustafa Moussa, avrebbero votato 721 mila persone. La percentuale con cui Al-Sisi si accingerebbe a vincere le elezioni sarebbe, dunque, leggermente inferiore a quella ottenuta nella precedente tornata elettorale. Nel giugno 2014, i voti a favore del presidente egiziano erano stati 23.780.104, ovvero il 96% del totale.

Le elezioni presidenziali in Egitto, iniziate lunedì 26 marzo e conclusesi mercoledì 28 marzo, si sono svolte in un clima di protesta, dovuto alla repressione attuata dal governo nei confronti dei candidati di opposizione. Al-Sisi ha gareggiato contro un unico candidato, Moussa Mustafa Moussa, un sostenitore del suo governo, mentre tutti gli altri oppositori politici si sono ritirati prima della chiusura delle registrazioni dei candidati, avvenuta il 29 gennaio. In questo contesto, il 28 gennaio, alcuni avversari politici del presidente in carica avevano esortato a boicottare le elezioni presidenziali definendole “una commedia”, a causa dell’ondata di repressione che aveva allontanato tutti coloro che si erano candidati contro Al-Sisi. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 24 gennaio, quando l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura. Per tutta risposta, il 6 febbraio, la Procura Generale egiziana aveva aperto un’indagine nei confronti della richiesta di boicottare le elezioni presidenziali, avanzata dagli oppositori politici del presiedente Abdel Fattah Al-Sisi, dopo aver intentato cause contro numerosi politici, accusati di tentare di rovesciare il governo.

In questo clima, numerosi egiziani residenti all’estero, che hanno votato dall’estero qualche giorno prima dell’inizio dell’apertura dei seggi nel Paese, venerdì 16 e sabato 17 marzo, avevano boicottato le elezioni, accusandole di essere “predeterminate” per portare alla vittoria l’attuale presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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