Arabia Saudita ed Emirati: 930 milioni di dollari all’ONU

Pubblicato il 29 marzo 2018 alle 6:03 in Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti

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Il principe ereditario, Mohammed bin Salman, ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel contesto della visita di stato del principe saudita negli Stati Uniti, iniziata lunedì 19 marzo.

Durante l’incontro, avvenuto nella serata di martedì 27 marzo, le due parti hanno discusso numerose questioni, tra le quali le crisi in Yemen e in Siria. In tale occasione, il principe saudita ha sottolineato il ruolo di primo piano svolto da Riad nel finanziamento dell’organizzazione internazionale e ha ribadito che il Regno crede nella sovranità delle nazioni e dello stato di diritto. In questo contesto, bin Salman ha dichiarato: “Il nostro problema in Medio Oriente è nei confronti delle idee che non tollerano o credono nel concetto delle Nazioni Unite e che continuano a lavorare in contraddizione con i principi delle Nazioni Unite, interferendo negli affari interni delle altre nazioni e promuovendo le ideologie transnazionali che non sono legate agli interessi nazionali” e ha aggiunto: “Noi, in Arabia Saudita, rappresentiamo solo gli interessi nazionali del nostro Paese. Lavoriamo e collaboriamo con i nostri alleati in Medio Oriente per proteggere i nostri e i loro interessi nella regione”.

In occasione dell’incontro, bin Salman ha consegnato a Guterres un assegno del valore di 930 milioni di dollari, che erano stati promessi da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti all’organizzazione internazionale per la crisi umanitaria in Yemen. Il 20 gennaio, le Nazioni Unite avevano presentato il piano di risposta umanitaria del 2018 per lo Yemen e avevano rivolto un appello alla comunità internazionale, affinché donasse 2,96 miliardi di dollari per fornire aiuti a 13,1 milioni di persone in tutto il Paese. Da parte sua, il segretario generale dell’ONU ha ringraziato il principe saudita per il contributo, che coprirebbe circa un terzo della cifra totale richiesta dall’organizzazione internazionale, e ha dichiarato: “Sappiamo che non c’è alcuna soluzione umanitaria per i problemi umanitari. La soluzione è politica e noi siamo totalmente a vostra disposizione per collaborare al fine di trovare una soluzione politica, quando sarà possibile farlo”.

In merito alla questione della guerra civile yemenita, bin Salman ha dichiarato: “Facciamo il possibile per risolvere i problemi del Medio Oriente politicamente. Se le cose sono fuori controllo, facciamo il possibile per evitare il maggior numero di errori. Questo è il motivo per cui oggi stiamo lavorando con le Nazioni Unite, per evitare altre ripercussioni in Medio Oriente”. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, a guida della coalizione araba, composta anche da Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, per sostenere il presidente Rabbo Mansour Hadi, destituito dai ribelli con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 marzo, i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 missili balistici contro il territorio dell’Arabia Saudita. I razzi, che miravano quattro diverse aree del Regno, Riad, Khamis Mushait, Najran e Jizan, erano stati immediatamente intercettati e distrutti dalle forze di difesa saudite, tuttavia i frammenti dei missili sarebbero “piovuti su alcuni quartieri residenziali”, causando la morte di un uomo egiziano, residente nel Regno, e il ferimento di altri due, oltre a danni materiali alle strutture civili. Si era trattato della prima in cui questi attacchi avevano causato vittime all’interno del territorio saudita. Il giorno successivo, martedì 27 marzo, il rappresentante dell’Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, Abdullah Al-Maalami, aveva inviato una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e al presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Karel van Oosterom, nella quale chiedeva di attribuire all’Iran la responsabilità di aver fornito le armi ai ribelli yemeniti.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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