Turchia: arrestato un cittadino tedesco per legami con i curdi

Pubblicato il 28 marzo 2018 alle 18:26 in Germania Turchia

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Un cittadino tedesco, che stava cercando di attraversare il confine tra Turchia e Siria, è stato arrestato dalle autorità turche per presunti legami con i soldati curdi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa nazionale turca Anadolu.

L’arresto, la cui notizia è stata diffusa nella serata di martedì 27 marzo, sarebbe avvenuto qualche giorno prima, il 14 marzo, nel distretto di Silopi, situato nella provincia sud-orientale di Sirnak. Il sospettato sarebbe Patrick Kraicker, un 28enne tedesco, che era stato un soldato dell’esercito tedesco per quattro anni.

Durante l’interrogatorio, l’uomo avrebbe ammesso di voler attraversare il confine per recarsi in Siria e unirsi al Partito dell’Unione Democratica curdo (PYD). Kraicker sarebbe stato arrestato per “aver aiutato ed essere complice di un’organizzazione terroristica”. Ankara considera il Partito dell’unione Democratica curdo (PYD) e le People’s Protection Units (YPG) parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare ritenuto illegale in Turchia. Con l’arresto, la polizia turca avrebbe sequestrato diversi documenti di Kraicker, oltre a materiale digitale e a foto riguardanti li soldati curdi.

La Turchia è impegnata in un’operazione militare nel nord della Siria contro i soldati delle People’s Protection Units (YPG). Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato una campagna militare contro il distretto di Afrin, situato nel nord-ovest della Siria, al confine con la Turchia, con l’obiettivo di liberare il territorio dai terroristi e stabilire una zona sicura dell’estensione di 30 km. La campagna è terminata il 18 marzo, quando le truppe turche sono riuscite a prendere il controllo della città. Il giorno successivo alla liberazione di Afrin dai soldati curdi, il 19 marzo, il presidente turco aveva dichiarato che l’operazione militare nella regione sarebbe continuata fino a quando il “corridoio del terrore” attraverso Manbij, Ayn Al-Arab, Tell Abyad, Ras Al-Ayn e Qamishli fosse stato annientato. Già il 6 febbraio, il presidente turco aveva annunciato che l’operazione militare nel territorio siriano di Manbij avrebbe espulso le People’s Protection Units (YPG) dalla città e la avrebbe riconsegnata ai “proprietari arabi originari”. Più recentemente, il 25 marzo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato che la città di Tal Rifaat, situata nel nord del governatorato di Aleppo, nel nord-ovest della Siria, sarebbe stata il prossimo obiettivo dell’operazione Ramo d’Olivo.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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