Siria: Al-Assad pronto per un grande assalto nel Ghouta

Pubblicato il 28 marzo 2018 alle 16:29 in Medio Oriente Siria

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L’esercito governativo, fedele al presidente siriano, Bashar Al-Assad, si starebbe preparando per lanciare una “grande” operazione nel territorio del Ghouta orientale, nel caso in cui i ribelli appartenenti al gruppo Jaish Al-Islam decidessero di non cedere l’enclave, secondo quanto riferito dal quotidiano siriano pro-governativo Al-Watan.

In un articolo pubblicato mercoledì 28 marzo, un ufficiale siriano, che ha preferito rimanere anonimo, ha rivelato che “le forze schierate nel Ghouta si stanno preparando per una grande operazione militare a Douma, nel caso in cui i terroristi di Jaish Al-Islam non acconsentano a cedere la città e ad andarsene”. Secondo la fonte, “i prossimi due giorni saranno decisivi”.

In questo contesto, martedì 27 marzo, anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva annunciato che le forze governative si sarebbero mobilitate nel territorio intorno alla città di Douma a partire dal giorno precedente, lunedì 26 marzo.

Jaish Al-Islam è l’ultimo gruppo di ribelli rimasto nella città di Douma, che si trova nel territorio del Ghouta orientale, dopo che le altre due principali fazioni dell’opposizione, Failaq Al-Rahman e Ahrar Al-Sham, sarebbero state evacuate dall’area, nel contesto di un accordo raggiunto con le forze governative, sotto la supervisione della Russia, alleata del governo siriano. Il 22 marzo, il gruppo Failaq al-Rahman aveva annunciato l’imposizione del cessate-il-fuoco ad Arbin, nel Ghouta orientale, al fine di negoziare i termini per l’abbandono del territorio da parte dei soldati dell’opposizione. Il primo convoglio dei combattenti, insieme alle loro famiglie, era arrivato nell’area di Hama sabato 24 marzo. Il giorno precedente, i ribelli di Ahrar Al-Sham avevano deciso di terminare i combattimenti in cambio di un corridoio sicuro che permettesse loro di raggiungere il governatorato di Idlib, situato nord-ovest della Siria, ancora sotto il controllo dell’opposizione, o di essere assolti dalle autorità siriane, nel caso in cui decidessero di rimanere nell’area. Si era trattato del primo accordo di questo genere concluso tra la Russia e l’opposizione siriana all’interno dell’enclave. Le evacuazioni erano iniziate il giorno successivo, il 22 marzo.

Martedì 27 marzo, Jaish Al-Islam aveva riferito che starebbe aspettando una risposta da Mosca in merito alla proposta avanzata dal gruppo domenica 25 marzo, nel contesto delle trattative con il governo siriano. Tale progetto prevedrebbe 5 punti, ovvero la permanenza dei ribelli nel territorio, l’accesso a tutte le istituzioni del governo siriano nella città di Douma, il rilascio dei prigionieri, il trasferimento dei feriti negli ospedali di Damasco e l’allontanamento di coloro che non vogliono rimanere nell’enclave. In questo contesto, il portavoce militare del gruppo dei ribelli, Hamza Birqdar, aveva dichiarato: “I russi non hanno preso una decisione in merito a quello che il comitato delle negoziazioni ha proposto loro” e aveva rivelato che mercoledì 28 marzo si sarebbe dovuto tenere un incontro sulla questione. Il portavoce di Jaish Al-Islam aveva altresì accusato il governo siriano e i suoi alleati di voler imporre cambiamenti demografici nel territorio, obbligando la popolazione ad andarsene. In questo senso, Birqdar aveva affermato: “Abbiamo presentato la decisione di rimanere. Non è solo una decisione di Jaish Al-Islam, ma anche di tutte le istituzioni e le figure rivoluzionarie di Douma”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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