Iraq: rafforzato esercito al confine con la Turchia

Pubblicato il 28 marzo 2018 alle 6:03 in Iraq Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, ha ordinato alle forze irachene di rafforzare la propria presenza al confine con la Turchia, al fine di prendere il controllo del territorio e impedire ai combattenti curdi di lanciare attacchi nell’area di confine.

Le dichiarazioni di Al-Abadi sono giunte lunedì 26 marzo, dopo che, in occasione di un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Binali Yildrim, il primo ministro iracheno ha assicurato ad Ankara che le forze di Baghdad impediranno i soldati curdi di lanciare attacchi contro il territorio turco. In tale occasione, il premier iracheno ha anche “rifiutato qualsiasi violazione del territorio iracheno da parte della Turchia”, in risposta alle affermazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il quale, lunedì 26 marzo, aveva dichiarato che le forze irachene sarebbero “parzialmente intervenute” nel distretto di Sinjar, situato nel nord-ovest dell’Iraq, al confine con la Siria, e che la Turchia avrebbero fatto tutto il necessario, in caso in cui la campagna irachena non avesse raggiunto l’obiettivo desiderato.

Stando a quanto riferito da alcune fonti, i combattenti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) si sarebbero ritirati dal territorio di Sinjar venerdì 23 marzo, dopo che Ankara aveva minacciato di attraversare il confine e di avviare un’operazione militare contro di loro. Il PKK aveva preso il controllo del distretto nel 2014, quando aveva iniziato a sostenere la comunità yazida contro lo Stato Islamico, che, ritenendo la comunità eretica, aveva sterminato i suoimembri, uccidendo gli uomini, riducendo in schiavitù le donne e arruolando i bambini tra le proprie fila. Secondo le Nazioni Unite, si sarebbe trattato di un vero e proprio genocidio, dal momento che almeno 3.000 yazidi sarebbero stati uccisi dall’ISIS e 6.000 ridotti in schiavitù. In questo contesto, la Kurdistan Communities Union (KCK) aveva emanato un comunicato, nel quale affermava che “le forze di guerriglia erano intervenute a Sinjar per proteggere gli yazidi dal genocidio. Dopo aver raggiunto tale obiettivo, le forze si stanno ritirando”.

Nelle ultime settimane, le forze turche hanno intensificato le operazioni contro i soldati curdi nel nord dell’Iraq. Martedì 27 marzo, l’agenzia stampa nazionale turca Anadolu ha rivelato che qualche giorno prima, giovedì 22 marzo, un raid aereo turco avrebbe neutralizzato 41 terroristi nella regione di Qandil, nel territorio settentrionale iracheno, i quali, stando alle informazioni riportate dallo Stato Maggiore turco, avrebbero organizzato un attacco contro l’esercito di Ankara. Precedentemente, tra il 10 e l’11 marzo, gli aerei da guerra della Turchia avevano distrutto almeno 18 obiettivi appartenenti al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nella parte settentrionale dell’Iraq.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.