Emigrazione: la grande fuga dal Venezuela

Pubblicato il 28 marzo 2018 alle 6:06 in Immigrazione Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono un milione e seicentomila i venezuelani che hanno abbandonato il Venezuela negli ultimi anni, un milione solo tra il 2015 e il 2017  a seguito dell’acuirsi della crisi politica, economica e sociale che attraversa il paese. A renderlo noto e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che sottolinea come un venezuelano su 20 ha lasciato il paese. 

Ignote, ad oggi, le cifre di migranti illegali, in particolare membri di comunità indigene che entrano in Brasile o in Guyana sfuggendo ai controlli di frontiera. Difficili da contabilizzare non solo perché illegali, ma perché spesso attraversano la frontiera di ritorno in Venezuela più volte l’anno in base soprattutto alle stagioni agricole. Non tutti gli illegali diventano dunque stanziali in Brasile.

Contemporaneamente le richieste di asilo politico sono aumentate vertiginosamente, fino a 145.000 in tutto il mondo negli ultimi mesi di scontri tra governo e opposizione e repressione da parte del governo chavista.

Il numero di migranti venezuelani è in aumento in tutti i paesi latinoamericani, negli Stati Uniti, in Canada e anche in tre paesi UE: Italia, Portogallo e soprattutto Spagna.

Le cifre più importanti riguardano la Colombia. Da quando Bogotà ha deciso di legalizzare automaticamente tutti i venezuelani che attraversano la frontiera per sfuggire alla crisi economica, alla mancanza di beni di prima necessità e alle tensioni politiche, sono 600.000 i venezuelani che hanno trovato accoglienza in Colombia. Un aumento del 1.132% rispetto al periodo pre-crisi. La Colombia, inoltre, ha varato speciali permessi affinché i venezuelani possano usufruire della sanità pubblica, finora 68.000 persone hanno ricevuto questo speciale permesso e altre 155.000 domande sono al vaglio delle autorità. Bogotà a febbraio ha dovuto intensificare i controlli alla frontiera per far fronte all’emergenza migranti.

In termini percentuali la crescita maggiore del flusso migratorio riguarda il Cile: +1300%, per un totale di 120.000 migranti accolti. In termini assoluti il Cile ha accolto meno migranti di Stati Uniti e Spagna, rispettivamente 290.000 e 206.000, ma fino a prima del 2015 Santiago non rientrava nelle tradizionali rotte migratorie preferite dai venezuelani.

L’aumento della migrazione venezuelana riguarda tutto il continente americano, dal Canada all’Argentina e include anche paesi che, solo fino a pochi anni fa, erano molto più poveri del Venezuela, come il Perù (26.000 migranti: +1016%) e l’Ecuador (40.000 migranti). Anche i piccoli paesi centroamericani sono destinazione di migranti: oltre 36.000 hanno raggiunto Panama, lo stesso numero di quelli che sono arrivati in Brasile, che però deve far fronte al maggior numero di illegali e di migranti “stagionali”. 

Dei 145.000 richiedenti asilo politico, la maggior parte si divide tra Stati Uniti (oltre 60.000) e Spagna. Madrid, tuttavia, accoglie pochissime domande, al contrario di Washington. Più sollecite nazioni piccole che affrontano numeri minori di richieste (nonostante aumenti percentuali a tre cifre rispetto al periodo pre-crisi) come Costa Rica e Uruguay.

In Europa, oltre alla Spagna, le mete preferite dei venezuelani sono Portogallo e Italia, ma l’aumento di migrazione dal paese latino, secondo le cifre dell’OIM, non supera il 3%, grosso modo la stessa cifra del Canada. 

L’aumento esponenziale dell’inflazione, che toccherà quota 13000% secondo il Fondo Monetario Internazionale, e la cronica mancanza di beni di consumo accompagnata da una crescente repressione in campo politico lasciano supporre che il trend degli ultimi anni potrebbe persino intensificarsi nel 2018.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.