Turchia: Tal Rifaat è il nuovo obiettivo dell’operazione Ramo d’Olivo

Pubblicato il 27 marzo 2018 alle 16:31 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La città di Tal Rifaat, situata nel nord del governatorato di Aleppo, nel nord-ovest della Siria, sarà il prossimo obiettivo dell’operazione Ramo d’Olivo, secondo quanto riferito dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Domenica 25 marzo, in occasione del congresso provinciale del partito al governo, il Justice and Development Party (AKP), il presidente turco ha dichiarato: “Se Dio vuole, prenderemo Tal Rifaat presto e l’operazione di Afrin realizzerà il suo scopo”. In tale occasione, Erdogan ha chiesto agli Stati Uniti di trasferire il controllo di Manbij dalle People’s Protection Units (YPG) ai suoi “reali proprietari”, ovvero gli arabi, e ha dichiarato: “Ci sono state promesse durante l’amministrazione Obama, quando l’organizzazione terroristica era giunta per la prima volta a Manbij. L’amministrazione può anche essere cambiata, ma il principio fondamentale di uno Stato è la continuità. Questo è il motivo per cui gli Stati Uniti dovrebbero immediatamente sottrarre il controllo di Manbij alle People’s Protection Units (YPG) e trasferirlo ai suoi veri proprietari nella regione. Naturalmente, non punteremo le pistole contro i nostri alleati, ma non perdoneremo i terroristi quando li vedremo e spareremo contro di loro”.

Ankara avrebbe avviato le negoziazioni con gli Stati Uniti per trovare un accordo che potesse rendere sicura Manbij dopo il ritiro delle People’s Protection Units (YPG) dal territorio. La Turchia considera i soldati curdi parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare ritenuto illegale da Ankara. Il 21 marzo, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che Ankara e Washington avrebbero raggiunto “un’intesa, non un accordo” completo sulla stabilizzazione della città di Manbij e di altre aree controllate dalle People’s Protection Units (YPG) nel nord della Siria.

L’allontanamento dei soldati curdi dal territorio di Manbij farebbe parte dell’operazione Ramo d’Olivo, una campagna militare, lanciata dalla Turchia nel distretto siriano di Afrin il 20 gennaio con l’obiettivo di espellere i terroristi dall’area e di stabilire una zona sicura dell’estensione di 30 km al confine con la Turchia. Il 18 marzo, dopo circa due mesi di combattimenti, Ankara aveva annunciato di aver preso il controllo della città di Afrin. Il giorno successivo, il 19 marzo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva dichiarato che l’operazione militare nella regione di Afrin sarebbe continuata fino a quando il “corridoio del terrore” attraverso Manbij, Ayn Al-Arab, Tell Abyad, Ras Al-Ayn e Qamishli fosse stato annientato. Già il 6 febbraio, il presidente turco aveva annunciato che l’operazione militare nel territorio siriano di Manbij avrebbe espulso le People’s Protection Units (YPG) dalla città e la avrebbe riconsegnata ai “proprietari arabi originari”. Più recentemente, il 22 marzo, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che le forze turche avrebbero allontanato dal territorio tutti i soldati delle People’s Protection Units (YPG) se Ankara non avesse raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per la realizzazione di un piano mirato ad allontanare i curdi dalla regione.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.