Messico: due bambine muoiono in scontro a fuoco marina-narcos

Pubblicato il 27 marzo 2018 alle 6:06 in America Latina Messico

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Due bambine, di tre e cinque anni, e la loro madre sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco tra la marina messicana e un gruppo di narcotrafficanti nella città di Nuevo Laredo, stato di Tamaulipas, alla frontiera con il Texas. In totale le vittime dello scontro a fuoco tra i sicari e i militari sono otto.

Le due bambine viaggiavano con i genitori e altri familiari in un furgoncino che si è trovato in mezzo al fuoco incrociato quando un gruppo di narcotrafficanti ha attaccato una pattuglia della marina che controlla la zona dell’aeroporto. Il padre e una cugina dodicenne delle due minori uccise sono rimasti feriti.

Le altre vittime sono un caporale della marina militare messicana e quattro narcotrafficanti.

Polemiche ha suscitato in tutto il paese il comunicato ufficiale delle forze armate in cui non si fa cenno alle vittime civili.

Testimoni affermano che in soccorso della pattuglia della marina finita nell’imboscata dei narcotrafficanti è giunto un elicottero, e che sia stato dall’elicottero che sono partiti i colpi che hanno ucciso le due bambine e la mamma. Fonti della procura, tuttavia, affermano che nei tre corpi sono stati ritrovati proiettili calibro .223, che non sono in dotazione né della marina né della polizia.

La marina messicana è la forza armata maggiormente coinvolta nella guerra al narcotraffico lanciata nel 2006 dall’allora presidente Felipe Calderón. In diverse occasioni sono sorti contrasti tra la marina e la magistratura, che sottolinea un numero eccessivo di violazioni da parte dei militari coinvolti nella guerra al narcotraffico.

Lo scorso 21 febbraio, sempre nello stato di Tamaulipas, José Alfredo Cardenas, un importante boss del narcotraffico locale ed erede del famigerato Cartello del Golfo, è stato posto in libertà dal giudice in quanto detenuto illegalmente dalla marina. Nel fare relazione sulla detenzione, infatti, i militari avrebbero raccontato il falso, costringendo la magistratura a rilasciare il narcotrafficante.

Simili episodi hanno causato un clima di mutua sfiducia tra istituzioni dello stato, come lamentato recentemente dal capo di stato maggiore al presidente Enrique Peña Nieto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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