Italia: arrestato jihadista dell’ISIS a Foggia

Pubblicato il 27 marzo 2018 alle 17:18 in Europa Italia

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La polizia italiana ha arrestato un uomo di origine egiziana, sospettato di essere un membro dell’ISIS e di essere responsabile di aver indottrinato i bambini, incitandoli a uccidere gli infedeli.

Secondo quanto riferito dal Ministero dell’Interno italiano, il sospettato sarebbe Abdel Rahman, un cittadino di origine egiziana di 59 anni, sposato con una donna italiana, grazie alla quale avrebbe ottenuto la cittadinanza italiana. L’uomo sarebbe presidente dell’associazione culturale Al-Dawa, situato nella città di Foggia, dal quale avrebbe promosso le attività terroristiche e diffuso la propaganda jihadista tra i bambini che frequentavano il centro.

Prima di fermare il sospettato, la polizia italiana avrebbe messo sotto sorveglianza Rahman per mesi e avrebbe registrato le lezioni che teneva presso l’associazione. In uno degli audio in possesso della polizia, Rahman parla con alcuni bambini, di età compresa tra i 4 e i 10 anni, dicendo loro: “Vi invito a combattere gli infedeli. Con le vostre spade tagliate le loro teste, con le vostre cinture esplosive fate esplodere i loro corpi. È necessario che spacchiate il cranio agli infedeli e beviate il loro sangue per ottenere la vittoria”.

L’arresto è avvenuto nella mattinata di martedì 27 marzo da parte della Digos della questura di Bari e di Foggia, in collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e coordinata dalla Procura Distrettuale di Bari. Durante l’operazione, la polizia ha eseguito anche tre perquisizioni personali e domiciliari e il GICO della Guardia di Finanza di Bari ha emanato “un decreto di sequestro preventivo urgente della sede dell’associazione oltre ai conti correnti dell’arrestato”. Stando alle informazioni fornite dall’agenzia di stampa Reuters, la polizia italiana avrebbe sequestrato circa 370.000 euro in beni finanziari.

L’uomo è accusato di “partecipazione all’associazione terroristica denominata I.S.I.S./Daesh e apologia della stessa, aggravata dall’uso di mezzi informatici”, secondo quanto di legge in un comunicato emanato dal Ministero dell’Interno italiano.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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