Israele – Palestina: due giorni di scontri a fuoco

Pubblicato il 27 marzo 2018 alle 9:29 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno colpito due postazioni di Hamas, situate all’interno della Striscia di Gaza, nella mattinata di lunedì 26 marzo, in risposta agli spari provenienti dal territorio palestinese. Si tratta del secondo episodio di questo genere nel giro di due giorni.

Il giorno precedente, sabato 24 marzo, quattro uomini avevano cercato di attraversare il confine con la Striscia di Gaza illegalmente, con l’obiettivo di danneggiare le strutture israeliane. Secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Haaretz, i palestinesi avrebbero tentato di entrare nel territorio israeliano attraverso Kibbutz Kissufim, brandendo bottiglie infiammabili. Per tutta risposta, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo, l’esercito israeliano aveva colpito un compound militare, situato nel territorio meridionale della Striscia di Gaza. In questo contesto, le forze israeliane avevano dichiarato: “Le Forze di Difesa israeliane continueranno a sventare tutti i tentativi di colpire lo Stato di Israele e risponderanno seriamente a tutti coloro che vogliono fare del male ai cittadini israeliani” e avevano aggiunto: “Hamas viene considerato responsabile delle aggressioni che provengono dalla Striscia di Gaza”.

Le tensioni tra le due parti sono molto alte in questi giorni, dal momento venerdì 30 marzo si celebrerà lo Yom Al-Ard, il Giorno della Terra, ovvero il giorno in cui i palestinesi commemorano l’uccisione di 6 cittadini arabi di Israele da parte delle forze di sicurezza israeliane, avvenuta il 30 marzo 1976, durante le manifestazioni contro la confisca dei territori palestinesi nel nord di Israele. In tale occasione, inizierà una protesta, che durerà sei settimane, durante la quale le famiglie palestinesi vivranno nelle tendopoli piantate in un territorio di confine tra la Striscia di Gaza e Israele, adiacente alla frontiera israeliana, considerato un’area sensibile dalle forze israeliane, alla quale non i palestinesi non potrebbero avere accesso. La manifestazione, il cui obiettivo sarebbe il ritorno dei rifugiati palestinesi nei territori in cui adesso sorge Israele, si concluderà martedì 15 maggio, in occasione dello Yawm Al-Nakba, il Giorno della Nakba, in cui il popolo palestinese commemora l’esodo di centinaia di migliaia di palestinesi dal territorio di Israele, avvenuto nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, la cui indipendenza viene festeggiata il giorno precedente, il 14 maggio. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la protesta sarebbe supportata da numerose fazioni palestinesi, tra le quali Hamas.

A ciò si aggiunga che Hamas sta svolgendo la prima esercitazione militare all’interno della Striscia di Gaza. Durante l’addestramento, che è iniziato domenica 25 marzo e si è protratto per 24 ore, i combattenti di Hamas hanno detonato bombe, lanciato missili e sparato con mitragliatrici per le strade palestinesi. Il giorno precedente, sabato 24 marzo, il braccio armato di Hamas, le brigate Ezzedin Al-Qassam, avevano avvisato i residenti nel territorio che avrebbero avviato alcune esercitazioni “difensive”. L’addestramento, che si è tenuto dopo che Israele aveva potenziato le forze al confine, in previsione dell’inizio delle proteste palestinesi, aveva fatto più volte suonare le sirene di avvertimento dell’Iron Dome, il sistema di difesa israeliano, composto da cupole di ferro, in grado di intercettare razzi a media velocità.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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